Rassegna storica del Risorgimento

FABRIZI PAOLO ; SICILIA
anno <1937>   pagina <1151>
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La legione umanitaria per la difesa della Sicilia, ecc. 115.1
assicurar poi il successo dall'opera mia, mi assicurava offitdalmente e nel modo più esplicito che invierebbe subito in.-Marvitlia a mio ordine 180.000 franchi, scusando la mancanza dei fondi per il passato con le strettezze delle pubbliche finanze. Giustificava inoltre ogni mala intelligenza corsa nelle corrispondenze come risultato d'involontario errore di amanuensi, e lodando e incoraggiando annunziava un nuovo atto collettivo del Consiglio dei Ministri per darmi autorità la più positiva su tutto ciò che spettava all'arruolamento, assicurandomi di nuovo che verun mezzo né di autorità né di finanze sarebbe mancato in avvenire'onde questo mio mandato venisse a compiersi in tutta la latitudine che io preparata gli ayea.Ma da me appianate con grande soddisfazione tutte le difficoltà che agitavano gli Esteri in tanta dubbiezza, ed ottenuto d'altronde esito così favorevole presso il Governo e la pubblica opinione, io stava sulle mosse di lasciar la Sicilia, quando nuovi ostacoli, incontrarono gli sforzi mici sfortunati.
Come fra Antonini ed il Governo era insorta una differenza da non ammettere nessun ravvicinamento immediato, così fra il Governo ed il partito stesso d'azione erasi da tempo sviluppato un conflitto violento per la mancanza di esteso armamento, mentrecche questo era stato Io scopo che il partito di azione avea già inteso assicurare col porre al Ministero della Guerra uno dei suoi membri più affidati per energia e sapere. Il partito quindi più immediatamente interessato al compimento della mia missione, quello anzi a cui questo apparteneva, si trovava scisso, ed il Ministero cadeva per la lotta parlamentaria, né era ancora formato il nuovo, quando le circo­stanze urgenti dell'arruolamento mi forzavano a portarmi con prestezza in Francia ed in Corsica, spintovi pure dalle istanze pressanti di que* miei amici politici che trattavano per la creazione di un nuovo Ministero. E sebben'essi si lusingassero che il nuovo Gabinetto sarebbe riuscito tale da migliorare le circostanze, giunte già a quello stremo, io portava meco i più gravi dubbi sul pericolo d'un cangiamento, ed il funesto presentimento che con assai poca probabilità la rivoluzione avrebbe potuto oramai escire vittoriosa dal giro vizioso in cui si dibatteva vincolata per il piano di concili amen lo dei partiti cui erasi ciecamente subordinata.
Era quello il fuggevole momento e supremo in cui finalmente sarebbe stato neces­sario imporre condizioni a questo piano, e portare il peso maggiore dal lato della direzione rivoluzionaria ardita, dopo averlo fatalmente subito sin allora da quello dei temporeggiatori, dei timidi, degli equivoci cui si dovea accordar pace per pace e non regno per pace.
Lascio ora di cercare se la rivoluzione fosse ridotta a tale dalla imperizia degli uomini d'azione, o dalla rivalità cieca ed improvvida dei timidi che si erano intro­dotti nel Governo, ovvero da artifizi proditori dei nemici del nuovo ordine di cose. Certo si é frattanto che in quel momento supremo che poco più di cinquanta giorni precedeva la già prevedibile ripresa delle ostilità coincideva lo scisma nel partito di azione che solo potea salvare il paese, e quindi la sua impotenza, il decrimento delia sua popolarità, la via aperta al partito retrogrado a riprendere solo le redini della pubblica causa. Ciò che andava a seguire dovea essere l'indice delle causo che rovinarono la Sicilia, come ne erano la conseguenza. Ma troppo
tarda scuola 1
II danaro affluiva frattanto in gran copia nelle casse pubbliche, ed al grido di guerra affluivano nelle città, uomini di ogni età, di ogni classe, di ogni sesso, talché il solo Palermo, bandito fi bisogno di fare intorno alla città dei lavori di fortificazione, vide 80.000 armati seguiti dalle loro donne e dai loro figli, nella massima ebrezza