Rassegna storica del Risorgimento
FABRIZI PAOLO ; SICILIA
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1937
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Leonardo Mordini
della gioia e dell'entusiasmo, nell'ordine più perfetto e la fede e la fratellanza sul volto, lavorare uniti nome chi prepara la più immancàbile vittoria.
Ed allora io arrivava in Marsilia, toccato Livorno, in circostanze le più favorevoli ad opportunissimi accordi.
Scoppiato da pochi giorni le rivoluzioni di Soma e Toscana, per le quali antichi miei amici politici si trovavano già al potere con rilevanti influenze, facile mi fu intendermi con loro perchè la Sicilia dovesse essere appoggiata dal lato della Penisola quando il Re di Napoli l'avrebbe attaccata. E questi rapporti erano poi ampliati per emissari! speciali di quel regno, che dal distinto cittadino La Masa erano condotti in Sicilia con segreta proposta di questo eminente cittadino, onde rendere facile e sicuro questo fatto altamente vantaggioso sia come principio politico, quanto strategico.
Infatti niente poteva riuscire più-indicato di quello che far subire ad un nemico superiore per numero e per mezzi una duplice guerra. Ed a tali viste armonizzava grandemente l'opera de' Commissari per l'arruolamento greco da me raccolti in comitato speciale a Palermo, e che offrivano lo sbarco di que' valorosi loro connazionali in Sicilia, ovvero nella Penisola come meglio si volesse.
Mazzini, simbolo del principio nazionale non meno che della solidarietà di tutti i popoli, era in Toscana e si dirigeva a Roma dove la pubblica opinione profetizzava alti destini all'opera dei suoi principii e della sua fede nella loro severa applicazione. Mio fratello Luigi, che rimaneva in Toscana, era da me incaricato di corrispondere intorno agli ajuti che in quelle provineie si concertavano; e quest'ultimo inoltre mi annunziava che il fratello nostro Nicola partiva opportunissimo da Venezia per lo Stato Romano, inviatovi dall'italianissùno general Pepe, per intelligenze col paese ed il Governo della Repubblica.
Garibaldi, che quando i pericoli della Lombardia si mostravano più urgenti di quelli di Sicilia, avea per recarsi in Valtellina deviato l'intrapreso viaggio verso quella isola, dichiarandosi il soldato Italiano che corre dove più preme il bisogno, e dove si combattono i più decisivi interessi della guerra Italiana, trovavasi allora in Roma, e le sue corrispondenze mostravano come al prevalere del giuoco della guerra dal lato della Sicilia, lo stesso principio che avea tolto l'ajuto immediato del valoroso guerriero lo avrebbe reso immancabile ed accresciuto dalle più favorevoli circostanze a quell'isola Italiana, e già il suo nome tuonava minaccioso nelle gole degli Abbruzzi, a terrore del Borbone spergiuro.
Infine trovavo al mio arrivo in Marsilia le corrispondenze che mi assicuravano tuttora pronti al primo cenno e più che mai impazienti di porre in azione da tutti centri di arruolamento gli elementi già preparati.
XIV. NUOVE DELUSIONI
E quale potenza in faccia alle circostanze, che cosi incalzavano da ogni dove fauste per la guerra Siciliana, sarebbe riuscita mai ad impedire che si traesse un grande risultato da cosi vasti preparativi, dalle circostanze e dagli nomini?
Il solo Governo siciliano lo poteva.
Un ordine equivoco avea seguito i fondi dianzi a me destinati e preventivamente inviati d'intesa comune in possesso del console Siciliano in Marsilia. Il tenore dei