Rassegna storica del Risorgimento
BONELLI CESARE
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1937
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Salvatore Sibilla
titolo di Osservazioni entomologiche che, in realtà, era una prima classificazione metodica dei carabici: cioè dei più interessanti fra gli insetti. Quest'opera venne, dagli scienziati di tutta Europa, proclamata come il capolavoro uscito fino a quell'epoca in fatto di entomologia e valse a procurare a Franco Andrea Bonelli una fama mondiale di grande scienziato.
Il museo di storia naturale di Torino era, allora, ben poca cosa: non esisteva che di nome sul decreto di Carlo Emanuele III; ma Franco Andrea Bonelli che, a Parigi, aveva frequentato per parecchio tempo il museo della capitale francese, ai mise ad organizzare ed a fondare quello di Torino. Quando egli morì il museo di storia naturale di Torino era il migliore d'Europa.
Cesare Bonelli nacque, appunto, quando il padre era direttore del museo torinese. Nel giugno del 1830 un primo insulto di paralisi aveva colpito lo scienziato piemontese: gli avevano dato un grosso dispiacere. Una spaziosa sala del museo, che egli aveva fatto costruire per dar posto alle collezioni zoologiche smisuratamente cresciute era stata, d'ordine superiore, destinata ai preparati di anatomia umana. L'11 novembre 1830 egli moriva a 45 anni* Il marchese Falletti di Barolo, amico suo e collega dell'Accademia gli fece elevare, nel camposanto di Torino, un monumento e Carlo Bouchcron, grande latinista di allora, dettò per lui un'elegante iscrizione.
Carlo Alberto, principe di Carignano, prese parte vivissima al dolore di tutta Torino e mandò ad attestarlo alla desolata vedova, Ferdinanda d'Ancona, aggiungendo a questo atto pietoso il benefico annuncio che un posto gratuito nella R. Accademia militare di Torino era già stato decretato al primogenito Cesare, allora di circa dieci anni.
La Gazzetta ufficiale *) di quel tempo pubblicò la necrologia di Franco Andrea Bonelli, scritta con sentimento di affetto dal letterato Giuseppe Grassi e la città di Cuneo rese più volte solenni onoranze alla memoria del suo illustre cittadino.2)
0 Cr. Gazzetta piemontese, a. 142, 27 novembre 1831.
2) Nel 1850 collocò nella chiesa di S. Giovanni, ridotta a grandioso salone per pubbliche adunanze, un busto di F. A. Bonelli, insieme a quelli di altri illustri cuneesi. Nel 1855 denominò da Ini una sua via; nel 1873 ineise il suo nome sulla lapide dei cittadini illustri nell'atrio del palazzo municipale. Nel 1885 il Cosaavella, per celebrare la denominazione del R. Istituto tecnico Franco Andrea Bonelli, pronunciò un discorso commemora (ivo nella sala maggiore del palazzo comunale e, finalmente, il 2 dicembre 1928 il pronipote di F. A. Bonelli, doli. Salvatore Sibilla, allora direttore del Quotidiano di Cuneo no fece una commemorazione nell'aula magna del R. Istituto tecnico... Anche hi citta di Torino denominò da lui una via nei pressi della Consolata.