Rassegna storica del Risorgimento

BONELLI CESARE
anno <1937>   pagina <1169>
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Il generale Bonetti 1169
Da questo momento, la carriera del giovane Cesare Bonetti si svolge rapida e fortunata. Nell'agosto, il generale Zaverio Griffini, dal comando generale della città di Brescia, in base ai pieni poteri conferitigli con R. decreto 29 luglio 1848, nominava il Bonclli, maggiore d'artiglieria nell armata lombarda del Governo provvisorio di Milano. Il 12 agosto egli assumeva il comando dell'artiglieria del Governo provvisorio di Brescia, unitamente a quello della la batteria lombarda per disposizione Griffini.
Tutti sanno quali dolorose vicende ebbe l'esercito sardo nella campagna del '48. H 6 agosto gli austriaci rioccupavano Milano ed i piemontesi ripassavano, con dolore, il Ticino; il 9 agosto il generale Sala sco ed il generale Hess firmavano il famoso armistizio che prese il nome dal generale Salasco.
In seguito a questi avvenimenti, il Governo provvisorio di Milano s'era sciolto ed il Bonelli, il 12 maggio 1849 rientrava in servizio nel-1 artiglieria sarda, col grado, cbe già vi aveva, di capitano, restando in attesa di destinazione. Pochi giorni dopo, ebbe il comando dell'8a batteria di battaglia ad Alessandria.
Il generale Genova Thaon di Revel, collare dell'Annunziata, che io quando l'illustre uomo era ancora in vita jg* avevo richiesto di alcune notizie sul Bonelli, mi scriveva a questo proposito:
Non volle, unico esempio di modestia ed abnegazione verso i compagni, conservare il grado di maggiore che lo avrebbe posto innanzi ai suoi compagni e riprese il posto come capitano. Non credo cbe vi sia stato un altro simile tratto di modestia e di nobiltà di carattere.
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Però, raggiunse ben presto il grado di capitano di la classe nel febbraio del 1855 nel reggimento di artiglieria da campagna e quello di maggiore nel reggimento di artiglieria da piazza (24 maggio 1859).
lettera della di lei nomina a capitano di prima classe in questa artiglieria, cbe io ebbi Ponore di organizzare, voglio accertare la S. V. della massima mia soddisfazione quando mi venne concesso il di lei passaggio dall'artiglieria piemontese in questa. Gli ufficiali cbe, come la S. V. sanno accoppiare il valore personale all'istruzione, sono troppo preziosi perchè un corpo non se ne faccia gloria. Io confido inoltre che l'onorevole distinzione che ella seppe sì giustamente guadagnarsi sul campo, sia di emulazione a questi giovani artiglieri, i quali sono destinati a rivalizzare in scienza e valore con la provetta artiglieria piemontese che, in questa santa guerra, si concilid l'universale stima, non solo, ma l'ammirazione. Inspiri ella ai suoi subordinati quei generosi sensi di cui è animata ed io le sarò riconoscente, che più glorioso si farà per me il titolo di cui fui onorato di Ispettore d'artiglieria .