Rassegna storica del Risorgimento

BONELLI CESARE
anno <1937>   pagina <1170>
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Salvatore Sibilio
I dieci anni di intervallo dalla prima campagna per l'indipendenza avevano maturato gli eventi, e mentre la diplomazia del Cavour aveva preparata la via alla nuova guerra, a Torino, il 18 gennaio 1859 si firmava il trattato di alleanza e la convenzione militare tra la Francia e la Sardegna. Sono noti gli avvenimenti che condussero alla seconda campagna ed allo sbarco di Napoleone III a Genova, il 12 maggio, di dove si recava ad Alessandria a prendere il comando degli eserciti alleati. Allo scoppio della guerra, il Bonelli, maggiore d'artiglieria, fu destinato al parco principale del reggimento, per il servizio dell'esercito in campagna, e comandato a Milano, dove 1* 8 giugno Napoleone III e Vit­torio Emanuele II entravano, accolti dall'entusiasmo della popolazione.
Nell'ottobre fu destinato al comando della prima brigata d'arti­glieria da piazza in Alessandria. La seconda guerra dell'indipendenza italiana, alla quale il Bonelli aveva partecipato con il suo solito ardore, finiva con il trattato di Villafranca (11 luglio 1859), ed il comando generale della Divisione militare di Milano incaricava il maggiore Bonelli, di andare a Parigi, per conto del Municipio ed acquistarvi 8000 fucili di modello francese corto per l'armamento della guardia nazionale (8 settembre 1859). Egli seppe corrispondere degnamente alla fiducia che il podestà di Milano, Belgioioso, aveva rimesso in lui, tanto che il medesimo podestà, il 17 giugno 1860 gli offriva, a nome della città di Milano, un magnifico orologio d'oro con catena in memoria e ringraziamento del servizio reso.
In questo frattempo - ritornato da Parigi e da Milano era nuovamente destinato ad Alessandria dove lo raggiungeva una lettera del generale Manfredo Fanti, comandante generale delle truppe della lega dell'Italia centrale.
Come nel '48 il Bonelli, per il suo valore e per la sua competenza tecnica di ufficiale, era stato richiesto dal Governo provvisorio di Milano, così, ora, nel 1860 era richiesto dal Governo provvisorio della Toscana.
H rifiuto opposto dal granduca Leopoldo II di entrare nell'alleanza franco-sarda e di partecipare alla guerra nazionale aveva provocato un malcontento profondo nell'animo dei liberali toscani: ne era con­seguito l'abdicazione del granduca, la concessione di ordinamenti costituzionali, ed una lega di tutti i comuni toscani che avevano costi­tuito un Governo provvisorio. Il generale Manfredo Fanti, organizzava le truppe di questa lega ed aveva scritto al maggiore Bonelli:
Vuol ella venire a far parte di queste troppe ? Io le offro un avanzamento e lo metterò a capo del materiale o del personale dell'artiglierìa. Abbiamo sei batterie formate ed una in corso, più. quattro batterie rigate che si fondano in Parma.