Rassegna storica del Risorgimento

BONELLI CESARE
anno <1937>   pagina <1174>
immagine non disponibile

1174
Salvatore Sibiliti
trovandomi a destra di monte Lombone, proveniente da monte dei Cappuccini dove avevo lasciato il capitano Savio che mi aveva pregato di far animare il fuoco sulla sua destra, ed appena lasciai il Savio., questi fu ucciso....!)
Rimarginata la ferita ed espletato V incarico di presiedere alla resa della fortezza di Gaeta, il Bouelli partecipò all'assedio di Messina, nel marzo; ed anche in questa occasione fa nominato presidente della commissione per la consegna della fortezza.
In ambedue gli assedii egli combattè valorosamente e nel primo, come si è visto, rimase anche ferito. Per il fatto d'arme di Gaeta ebbe la sua seconda medaglia d'argento al valor militare; per il fatto d'arme di Messina ebbe la croce di cavaliere dell'ordine militare di Savoia.
Nel maggio ebbe il comando territoriale dell'artiglieria nelle Provincie napoletane.
Ormai il suo valore era stato riconosciuto alla prova sui campi di battaglia e la sua competenza tecnica collaudata nei varii incarichi di fiducia ricevuti dal Governo provvisorio di Milano e di Toscana e dai comandi superiori dell'esercito nell'Italia meridionale, perciò non tardò a seguire, il 23 marzo 1862, la promozione a colonnello presso il comando d'artiglieria del 1 dipartimento, al reggimento operai in Torino. Aveva appena quarant'anni !
La carica non era molto onorifica: gli si fece notare questo dai suoi superiori che gli promisero di assegnargli un comando migliore appena l'occasione si fosse presentata. Ed infatti nell'aprile del '62 stesso egli comandava il 1 reggimento.
Mentre era luogotenente colonnello a Napoli conobbe la figliuola del primo avvocato generale presso il tribunale supremo di guerra, Camillo Trombetta ed il 27 settembre 1862, a Torino, nella chiesa della Madonna del Pilone, il Bonelli sposò la signorina Adele Trombetta.
1) In questa memoria manoscritta, il Bonelli non fa il nome dell'ufficiale che gli prestò aiuto quando fu ferito, ma in altre carte manoscritte è stata ritrovata la minuta di un suo telegramma di condoglianze al senatore prof. Augusto Pierantoni per la morte del fratello, generale Adelchi, in cui ricorda di aver avuto dal defunto speciali premure il giorno in cui venne ferito in fronte all'assedio di Gaeta . Parlando, più. tardi, col senatore Pierantoni, mio professore di diritto internazionale all'Uni­versità di Roma seppi che il fazzoletto inzuppato di sangue del Bonelli è conservato nella famiglia Pierantoni. Il Bonelli ebbe, pure, un'altra ferita come abbiamo detto alla battaglia di Coito nel '48 e HI conservo, fino ad un certo tempo, presso la madre il pantalone bruciacchiato e forato.