Rassegna storica del Risorgimento
BONELLI CESARE
anno
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1937
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pagina
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1175
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Il generale Bonetti 1175
Dopo il matrimonio si fermò ancora un anno a Torino e nel 1863 passò al comando del 6 reggimento d'artiglieria di stanza a Pavia dove assumendo il comando dava al reggimento il seguente ordine del giorno:
Uffiziali. sott'uffiziali e cannonieri, destinato con R. decreto del 22 agosto 1863 al comando del 6 reggimento Artiglieria, si fu con piena soddisfazione che assunsi le mie nuove funzioni. Conscio della mirabile e savia attività del mio predecessore, sarà mio impegno' dì conservare ai scrvizii diversi il lodevole avviamento che egli vi ha impresso, e consciò, altresì, del buon volere con cui suolsi da ognuno concorrere al servizio, io ho intera fiducia nella continuazione dei lusinghieri successi che già sì ottennero per il passato.
Quantunque la formazione del 6 reggimento artiglieria non salga ad antica data, pure buon numero di voi già partecipò ai memorabili eventi di guerra, che valsero a redimere la patria italiana. Eredi, quindi, delle gloriose tradizioni dell'arma nostra e dell'esercito, a tutti incombe di mantenere incolume l'alta rinomanza che oggi premia felicemente l'abnegazione e i sacrifizii degli anni trascorsi.
Uffiziali, sott'uffiziali e cannonieri,
Le sortì nazionali richiederanno certamente ancora nuove prove di guerra, ed io ben so che, ai sacri giorni delle battaglie, il vostro valore e la fede e l'affetto per il Re. e per la Patria splenderanno del pari, ma la fortuna delle armi fondasi, pure, essenzialmente sulla disciplina e sull'istruzione militare; io, quindi, vi esorto tutti ad attendere con zelo e costanza ai diversi servizi ed esercitazioni che si praticano di consueto, perchè la perfezione che in esse raggiungerete può solo garantire i definitivi successi che ancora attende l'Italia. Bonelli, colonnello.
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Lo stile di questo ordine del giorno militare e letterario insieme esortava, dunque, i cannonieri del 6 reggimento alla preparazione della guerra: e la guerra si ebbe, ancora, nel '66. Sono note le fasi preparative, diplomatiche, tra l'Italia e la Germania ed è nota la rapida successione delle operazioni militari in Prussia. L'Italia dichiarava guerra all'Austria il 19 gennaio 1866 e poneva in campo 230.000 uomini: circa il doppio dell'Austria. Non è, qui, il luogo di discutere la disgraziata guerra del '66 ne i piani strategici sviluppati con poca accortezza e con punta rapidità.
11 re e La Marmerà stavano sul Mincio, di fronte al quadrilatero, con 120.000 uomini; Cialdini, sul Lasso Po, non si decideva mai a passarlo e, come fu detto, correva su e giù come una rondinella ed avrebbe dovuto puntare, attraverso Ferrara, verso le Alpi orientali. I 30.000 volontari di Garibaldi erano nel Trentino per tagliare ogni comunicazione da questa parte.