Rassegna storica del Risorgimento
BONELLI CESARE
anno
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1937
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Salvatore Sibilla
H 24 giugno il generale La Marmora credette che l'arciduca Alberto appoggiato al quadrilatero si fosse ritirato al di là dell'Adige per tema di essere inferiore di numero e si decise a far passare il Mincio alle sue truppe. Ma l'arciduca Alberto appostò i suoi 90.000 uomini contro 120.000 sulle alture di Custoza e gli italiani se li trovarono, improvvisamente, di fronte.
La battaglia di Custoza, scrìvono gli storici militari, fu più che altro, una serie di azioni slegate e disordinate nelle quali rifulse il valore dei soldati e di parecchi capi, ma manifestò anche l'assoluta impreparazione dei generali. Più della metà delle truppe, che erano a portata di mano, non prese parte all'azione e dovette assistere inerte alla sconfitta dei compagni. La sera gli italiani ripassavano il Mincio, il La Marmora dava ai suoi l'ordine di ritirarsi su Cremona e Piacenza .
Il colonnello Bonelli partecipò alla battaglia di Custoza al comando dell'artiglieria della riserva del 1 corpo d'armata. E nella memoranda, ma sfortunata giornata del 24 giugno, rifulse il suo valore e la sua intelligenza.
L'illustre storico e uomo politico Luigi Chiala così racconta l'episodio di Monte Vento:2)
Ritiratasi da Monte Vento, l'artiglieria della riserva del 1 corpo d'armata ebbe ordine dal colonnello Bonelli, comandante l'artiglieria di quel corpo di non penetrare in Valeggio, ma di prendere buona posizione nel gran parco Maffci, che si estende al nord del villaggio, tra la strada di Castelnuovo e l'alta e dirupata sponda del Mincio. Una sezione, scortata da alcuni drappelli di bersaglieri, rimase sul ciglione di Monte Vento.
Diciassette pezzi (quattordici della riserva e tre della prima divisione, trattenuti dal colonnello Bonelli, mentre si ritiravano) poterono, in breve ora, disporsi in batteria sul ciglione del parco.
Alle osservazioni di alcuni ufficiali dello Stato maggiore 3) che forse tutta quell'artiglieria ammassata su quel greppo cosi ristretto tra il xnuraglione che cinge il parco Maffei e il dirupo, senz'altra via di ritirata che il mediocricìssimo viottolo lungo il lato occidentale del parco, era soverchia e molto arrischiata e che quattro o sei pezzi soli avrebbero potuto bastare in quel luogo, tanto più che non si aveva hi certezza che Valeggio stesso fosse per essere difeso così fortemente come la sua grande importanza lo richiedeva, il colonnello Bonelli rispondeva non poter immaginare posizione più favorevole di quella per la sua artiglieria che, riunita cosi a massa, avrebbe potuto, da sola, trattenere il nemico e dargli assai da fare; del resto, quel viottolo, che ho detto, bastargli per la ritirata e quando pure avesse dovuto lasciare
1) Cfr. FERRUCCIO QUINTAVAMIE, Storia dell'unità italiana, Hoepli 1926, p. 173.
2) LUIGI CHIALA, Preliminari sulla guerra del 1866, voi. II, pp. 352-359. *) Cfr. C. CORSI, Vicende del 1 corpo d'armata, p. 146.