Rassegna storica del Risorgimento
BONELLI CESARE
anno
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1937
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pagina
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Il generale Bonetti
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qualche pezzo nelle mani del nemico, non poter considerare tale perdita come troppo grave, se gli riuscisse di farla prima scontare a caro prezzo al nemico. Questo fu il scuso delle parole che il valoroso colonnello Bonelli profferì con voce affiochita dal gridare che aveva fatto tutta la mattina, ma con accento energico e con fermo viso cosi che destò l'ammirazione di tutti coloro che Io videro ed udirono... e le convinzioni del colonnello Bonelli erano perfettamente consentanee allo stato di cose ed alle buone regole della tattica.
Il Chiala, poi, continua:
Altri otto (pezzi] della riserva a cui quell'ordine non era pervenuto in tempo avevano proseguito fino a Valeggio. Il colonnello Bonelli mandò in traccia di essi e contemporaneamente fece prevenire i comandanti delle batterie appartenenti alla la e alla 5 divisione di tenersi pronti ad occupare al primo cenno, quelle posizioni che egli avrebbe, in seguito, loro additato.
Una sezione d'artiglieria della batteria Charmet della 5a divisione fu fermata dal colonnello Bonelli e posta in batteria sulla strada di Castelnuovo.
Intanto il colonnello Bonelli, dopo aver sopraweduto al collocamento delle artiglierìe sul ciglione del porco Maffei erasi recato dentro Valeggio e dai ragguagli quivi raccolti aveva argomentato che se la posizione fosse stata attaccata ancora di quel giorno potevasi combattere con taluni vantaggi preziosissimi, cioè con una massa imponente d'artiglieria colla cooperazione di forze abbastanza considerevoli di fanteria e cavalleria, colla facilità di operare concentrati e d'accordo. Circostanza, questa, al cui difetto erano generalmente attribuiti gli insuccessi del mattino. Egli, quindi, con fondata fiducia, si diresse nuovamente verso la grande batteria del parco Maffei onde completare la disposizione dell'artiglieria merco altri pezzi della la e della Sa divisione, che eransi raggranellati in Valeggio, sicuro che le truppe, le quali allora si riposavano, sarebbero accorse alla difesa dei pezzi e della posizione se il nemico si fosse inoltrato da Monte Vento o da Santa Lucia.
Sboccando dal villaggio sulla strada di Castelnuovo, il colonnello Bonelli imbattessi nel generale Sirtori, seguito dagli uffiziali del suo Stato maggiore, lo informò delle posizioni occupate quindi prosegui verso il parco Maffei in un col colonnello Lombardi ni che incontrò, pure, in quel momento.
Poco appresso il generale Sirtori mandò l'ordine della ritirata oltre il Mincio alle truppe che rimanevano ancora alla testa del parco, e all'artiglieria della riserva. Mentre si dava esecuzione a quell'ordine si scorsero alcuni drappelli austriaci su Monte Vento. Richiamata, perciò, la batteria di coda, questa lanciò su di essi alcune granate che li pose in scompiglio e, quindi, ripigliò il movimento in ritirata.
Se non che il colonnello Bonelli, fermamente convinto che il varco del Mincio poteva riuscir fatale, si risolse a tentare la revoca dell'ordine di ritirata che aveva ricevuto. Raggiunse il maggiore GrisiRodoli comandante l'artiglieria della riserva il quale scendeva la collina, gli partecipò il suo divisamento, soggiungendogli che, qualora venisse revocato l'ordine della ritirata, le batterie dovessero rioccupare immediatamente le adiacenze del parco Maffei; poi recessi dal generale Sirtori che incontrò allo sbocco di Valeggio sulla strada di Castelnuovo, con molti uffiziali e varie frazioni di fanterìa e cavallerìa. Adoperando tutta la franchezza e l'energia conciliabili coi doveri di un sottoposto, fl colonnello Bonelli espresso le sue osservazioni il cui scaso preciso fu il seguente: