Rassegna storica del Risorgimento

BONELLI CESARE
anno <1937>   pagina <1179>
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Il generale Bottelli
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lo spiegamento su tuia fronte di circa un chilometro. Poscia cominciò il terribile dia­logo delle artiglierie: da parte nostra non avevamo ohe ventitre pezzi, gli austriaci ne avevano, appunto, il doppio: quarantasei. Chi ha visto le nostre batterie in azione, m quel solenne momento, non scorderà mai quello spettacolo.
Il capitano Tavallini reggeva il peso della destra, il capitano Burdese veniva ferito, ma più assai curava ancora le sue batterie che non il dolore; il capitano De Leonardis veniva ferito anch'esso e gli succedeva, nclT assistere, alla sinistra, il tenente Esercati; il capitano Boselli stava davanti alla stretta. Il colonnello Bonclli continuava ad essere l'anima di tutti quei valorosi; era tutto azione e moto; fermava un pezzo dell'lla batteria e lo aggiungeva agli altri. E intrepida, audace era l'azione di tutte queste batterie!
Ma venne un momento triste! La posizione non era tenibile; la 5a divisione stava per ritirarsi; un attacco a rovescio era imminente; l'artiglieria di Monte Vento dovette andarsene anch'essa, ma prima volle provare a quegli austriaci, che le stavano di fronte, che non era già per la loro azione diretta che essa cedeva la posizione! Le due batterie estreme seppero, con tiri ben diretti, respingere quegli assalti. Seguendo il loro esempio, tutti gli altri pezzi furon rivolti contro gli austriaci. Questi furon coperti da un nembo di mitraglia. Quando, poi, tutti si furono ritirati, una sezione, con un ritorno offensivo arditissimo, mandò l'ultimo saluto di ferro al nemico* lo costrinse a fermarsi, a coprirsi. L'artiglieria del 1 corpo non era ancora stanca di combattere ! Il colonnello Bonelli occupò, allora, la testata del parco Maffei; vi raccolse diciassette pezzi di diverse batterie. Il nemico era là, di fronte, che si inol­trava. Bonelli lo addita ai suoi artiglieri, 2) il cannone rimbomba ancora; gli austriaci, meravigliati, ne odono la voce ivi, in quel luogo che essi credevano di poter Ube­ramente occupare; già perplessi si arrestano, forse, per noi, tutto, ancora là, almeno, non è perduto! Il generale Sirtori ordina al colonnello Bonelli di ritirarsi al di là del Mincio: questo fu l'ordine che giunse d'improvviso. E Bonelli, ubbidiente, si ritirò, ma il valoroso colonnello lasciava, si può dire, il cuore sulla posizione del parco Maffei...
Un aneddoto, ancora, di questa giornata di Cnstoza. Alla difesa di Valeggio il Bonelli stava seguendo, col sigaro in bocca, e il cannoc­chiale alla mano, appoggiato ad un carro, l'effetto prodotto sul nemico dallo sparo delle sue formidabili artiglierie. Giunge un capitano di Stato Maggiore, latore di un ordine, e mentre sta comunicandoglielo, ecco che una granata viene a cadere sotto il carro. Il capitano, smesso di parlare, spiava con occhio inquieto quel proiettile che poteva, da un momento all'altro, scoppiare. Ma il colonnello Bonelli, senza sco­starsi dal carro, senza scomporsi, sdegnando persino di darsene pensiero, gli disse:
Seguiti, capitano, seguiti...
Il capitano obbedì. La granala scoppiò: per fortuna non recò danno ad alcuno.
2) jl disegnatore Quinto Cenni, nella citata Rivista illustrata settimanale ha pubblicato (inciso dal Ballarmi) una sua vivacissima composizione in cui il colonnello Bonelli è, appunto, rappresentato a cavallo mentre addita ai suoi cannonieri il nemico.
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