Rassegna storica del Risorgimento

BONELLI CESARE
anno <1937>   pagina <1183>
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Il generale Bonetti 1183
D'improvviso giunse notizia dell'armistizio di Nikolsburg (26 lu­glio) : ma già, il 20, l'ammiraglio Tcgethoff che aveva sfuggito battaglia presso Ancona, qualche settimana prima, sconfiggeva l'ammiraglio Persano a Lissa. *)
L'Italia in seguito all'armistizio ixa Germania ed Austria fu obbligata ad interrompere la guerra, e cosi, abbandonata dalla Prussia, premuta da Napoleone, minacciata dagli austriaci che riflui­vano dal nord, il 12 agosto dovette stipulare un rovinoso armistizio per il quale Garibaldi e Medici erano costretti a sgombrare il Trentino. La pace di Praga del 24 agosto, fatta dalla Prussia e dall'Austria, senza nostro intervento, confermava la cessione della Venezia a Napoleone (Quintavalle). Per le formalità della resa, nel settembre del 1866, il colonnello Bonelli veniva destinato a far parte della commissione gene­rale per la consegna delle fortezze del Veneto ed incaricato di presie­dere la sottocommissione relativa alla piazza di Venezia per ricevere il materiale d'artiglieria della medesima.
Egli eseguì il delicatissimo incarico diplomatico-militare con quello zelo e con quell'accortezza che erano sue caratteristiche, per cui, quando ogni lavoro fu ultimato e non vi fu più barriera fra l'Italia e l'Ita­lia, il ministro della guerra, generale Genova Thaon di Revel, che facendo assegnamento sulle ottime qualità del Bonelli, lo aveva scelto
*) Non è qui il caso di parlare a lungo della disgraziata giornata di Lissa. Dirò soltanto che, imputabili apparvero l'ammiraglio Carlo Pellion di Persano e il coman­dante della Terribile. Quest'ultimo fu assolto dal Consiglio superiore di guerra, mentre il Senato reclamò il diritto di giudicare l'ammiraglio quale suo membro. Il suocero del generale Bonelli comm. Camillo Trombetta che era avvocato gene­rale militare presso il tribunale supremo di guerra fu il rappresentante del pubblico ministero presso l'Alta corte di giustizia nel processo, quindi, l'accusatore del Persano, come uditóre generale di Marina.
Alberto Lumbroso nel suo magistrale libro: II processo dell'ammiraglio di Per­sona con una prefazione ed un'appendice di documenti inediti sulla campagna navale di Lussa, Roma, Bocca, 1905 pubblica tutti i documenti del Trombetta, favoritigli dal figlio Edmondo Trombetta, ora generale medico a riposo da cui stralcio questo breve passo: t Mìo padre fu magna pars del processo Persano e vi spese le migliori forze del suo ingegno, compiendo, in breve spazio di tempo, un lavoro colossale di istruttoria e di accusa ebe rimarrà come un vero monumento di coraggio civile e di scienza giuridica .
E noto che il Persano fu condannato alla dimissione, alla perdita del grado e alle spese del giudizio.
La condanna è più o meno grave scrive 6. Zimolo, nel Dizionario del Risorgimento Nazionale (Vallanti, Milano, 1930, voi. Ili a Lo persone sul Pellion di Persano Carlo) - - secondo il vario giudizio degli storici più o meno appassionati ed imparziali. Ma il processo del Persano è anche quello, moralmente, della marina italiana per la quale tanto denaro e tante cure si erano prodigati dal '61 al '66 .