Rassegna storica del Risorgimento

BONELLI CESARE
anno <1937>   pagina <1186>
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1186 Salvatore Sibilia
Lettera n. 3.
Volta 25 giugno 1866.
Cora Adele, Siamo sempre hi prigione a Volta, gli austriaci non progredirono al di là delle posizioni che gli abbiamo lasciate.
Vo sognando di Voi. Non ricevo più lettere tue da molti giorni, ma già non è possibile in questi momenti conservare regolarità nei servizi. Non ti parlo delle nostre perdite, le ripareremo.
Quando vai a Firenze ? Perdona se ti scrivo così poco: la mia salute è buona, mi sono ancor bene riparato, più presto cbe non pensavo, dopo aver faticato immensa­mente. Questa mane non ho più mal di capo. Mangio poco perchè stento a trovarne, ma qualcuno poi provvede sempre alle stazioni. Saluta la Sig. Cairoli, casa Lanfranchi. Non stare in pena ed abbi fiducia nella Provvidenza. Abbi pazienza con Camilla. Sii forte nelle tue pene e nei disagi della gravidanza. Saluta papà e ricevi i miei mille baci per Te e Camilla, tuo aff.mo Cesare.
Lettera n. 4.
Volta 25 giugno 1866.
Cara Adele, Siccome non tarderai a sapere che la giornata diieri ci fu sfavorevole, e che si ebbero alquante perdite, cosi mi affretto a dirti che io sto perfettamente bene, tranne certa stanchezza che ora passerà. Quante volte ieri pensai a Voi, nel trambusto della battaglia. Addio cara, va a Firenze. Tuo aff.mo Cesare.
Questa lettera tardò a giungere a destinazione di parecchi giorni cosi che l'avvocato Camillo Trombetta da Firenze scriveva alla figlia Adele:
Lettera n. 5.
26 giugno. Mia Adele, M'immagino la tua inquietudine da jeri in qua. Corsi subito dal Ministro per sapere qualche notizia di Cesare ma inutilmente. Nulla si sa ancora dei dettagli di quella battaglia sfortunata, mi soggiunse però il Ministro, che attesa la sua posizione di Comandante non si potrebbe a meno di sapere quando gli fosse capitata qualche disgrazia. Intanto io non so capire il perchè tu abbi indugiato tanto a venire a Firenze. Dal momento che si prende una risoluzione bisogna effettuarla sen­z'altro. Fa presto, in questi frangenti non ti conviene essere sola: oltre a ciò possono essere intercettate le strade... Oggi non ho testa a scriver ti una parola di più. La notizia della nostra perdita mi ha atterrito. Voglia il ciclo che stassera o domani si riceva qualche cosa di confortevole. È singolare che invece di notizie chiare e precise si tra­smettano degli indovinelli, tali furono infatti i dispacci di ieri. Addio, mia Adele, fa coraggio. Spero d'abbracciarti fra un paio di giorni, tuo Papà.
Lettera n. 6,
Medole 27 giugno 1866.
Cara Adele, Due righe proprio in fretta, poiché parto alle 7 per Casalraoro... ho ricevuto stamani la tua carissima del 25 giugno: più tardi la lettera anteriore ed il pacco recatomi dal sergente Pini. Ti ringrazio di tutto, Bolo spiacenti che sei sempre triste; ascolta Camilla, ascolta me, fatti coraggio: le cose di questo mondo bisogna prenderle come sono, bisogna aver pazienza, fede nella provvidenza e rassegnazione ai suoi voleri. Non ti chiesi più nulla di quanto può abbisognarmi perchè non ho