Rassegna storica del Risorgimento
BONELLI CESARE
anno
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1937
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pagina
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1188
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1188
Salvatore Sibilio.
Lettera n. 9. M , , , ,,.,
Medole 28 giugno 1866.
Cara, Sono a Medole 'perchè ci riuniamo ad altre truppe più indietro; il nemico sebbene abbia avuto la sorte delle armi favorevole, non ci ha inseguiti, non passò nemmeno il Mincio e se fosse stato in mia facoltà il comandare saremmo ancora a V'aleggio, come io proposi. Non ricevetti più alcuna tua lettera. Sci ancora a Pavia, o sei già a Firenze? Io ti scrivo a Pavia, poi la lettera andrà dove ti trovi.
Povera Adele, sarai sofferente per le notizie, pel caldo, per la gravidanza, per la vivacità di Camilla. Spero che in qualche modo ci vedremo presto ed allora ti farò cento baci. Abbiti cura, bacia Camilla. Il povero maggiore Abate pare fu ucciso. La sorte della guerra è variabile e questa volta doveva esserci favorevole, ma abbiamo perduto il vantaggio, per i nostri errori, ma basta volere possiamo riprendere il vantaggio. Non dire che ci ritiriamo, sebbene forse si sappia già.
Tuo aff.mo Cesare.
Lettera n, 10. n , ft ,.
uambara 29 giugno 1866.
Cara Adele, Siamo già quasi di sera e finora non potei scriverti la consueta lettera giornaliera: ma siccome non partiremo per la nuova tappa di Pzalhoino prima che sia sera avanzata, così ho ancora tempo a scriverti due righe in fretta ed a compilare parecchie lettere ed ordini che premono. Non ho più ricevuta alcuna tua lettera, me ne spiace assai, tanto più che non so se sei ancora a Pavia o sei partita per Firenze. Ho saputo che vi sono sempre due partenze da Milano per Bologna e bisognerà che t'informi dell'ora in cui hanno luogo per ritrovarti a prendere in tempo il convoglio a Piacenza... Ieri vidi Giovannino Cairoti, sta benissimo; salutando sua gentilissima madre dille che successe come prevedevo, cioè che Giovannino l'ho trovato come Le scrissi: ha fatto passaggio alla sua antica compagnia, giusta il suo desiderio, perciò lasciò il corpo del General Cialdini e si recò in quello del Gen. della Rocca in Acquanegra, tra Cremona e Pizzighettone. Papà neppure non mi rispose mai, sebbene gli abbia scritto due o tre volte sole: ma suppongo che. le sue lettere come le tue siano anche giacenti in qualche uffizio postale e forse a giorni ne riceverò un mucchio.
Come stai, cara Adele, come sta quella capricciose! ta di Camilla ?
Spero che almeno di salute starete bene ambedue... A forza di mie raccomandazioni mi lusingo che comincerai a farti coraggio, non vi è altro scampo, il coraggio è il miglior nostro amico, e ci è dato per aiutarci, gioviamocene adunque. Addio mie care creature, state bene e siate rassegnate. Adele, ascolta anche gl'incoraggiamenti di Camilla che sa già fare le mie parti.
Dopo domani sarò forse verso Cremona ove mi fermerò, credo, per alcuni giorni: chissà che non possiamo vederci un momento, ma più di un momento sarà impossibile, te ne avverto pel caso in cui potessi dedicarti una visita. Tanti abbracci.
tuo Cesare
Lettera n. 11. Pralboino 30 giugno 1866.
Cara Adele, Secondo la tua carissima e mesta lettera del 26 che mi pervenne ieri sera verso le 11 ore in un caffè di Pralboino...
Sei pur buona, mia dolce Adele, ed anche Camilla è buona assai, avete avuto molto timore sul conto mio ma siccome mi raccomandate a Dio, son certo chele vostre preghiere saranno esaudite.