Rassegna storica del Risorgimento
BONELLI CESARE
anno
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1937
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pagina
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1189
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U generale Bonetti 1189
Locaselo ebbe un cavallo morto, che cadde fra le tirelle delle pariglie, ma per fortuna fu illeso. Cucchi è ferito assai gravemente in una spalla ma non so se sia prigioniero, od in un ospedale. Povera sua moglie 1 Mi è impossibile continuare.
Ti saluta Stevenson
tuo aif.mo Cesare.
Lettera n. 12.
Ponterico 1 luglio 1866.
Carissimo Suocero, Da una lettera di Adele del 28 cori, sento che non riceveste quella che vi inviai da Volta sin dal mattino 25 giugno, per cui foste in pena sul conto mio, che per fortuna non ebbi danno alcuno. Il combattimento del 24 riusci veramente sfavorevole e credo che con maggior prudenza si sarebbe potuto avere una vittoria invece di una sconfitta: se le lezioni, dell'esperienza giovano il fatto del 24 può pur riuscire profittevole, malgrado il danno che ci ha arrecato. Ci ritiriamo ora verso Cremona: il nemico non mostrasi però attivo ad inseguirci, e forse ne avrà le sue ragioni, solo qualche pattuglia di cavalleria compare nelle tappe che noi abbandoniamo. Avevo intenzione di farti una relazione su quel combattimento, ma viene in quest'istante l'ordine di partire e quindi vi rinunzio. Spero che Adele e Camilla già saranno a Firenze e ne bo gran desiderio, poiché la guerra potrebbe ora avvicinarsi a Pavia, se questa sera avrò mezzo telegrafico mi accerterò del
suo arrivo. Ti faccio i più. affettuosi saluti !-
tuo affano Cesare.
Lettera n. 13.
Cà del Sole (prov. di Cremona) 3 luglio 1866,
Cara Adele, Ieri non ti scrissi perchè feci circa 20 miglia di Piemonte a cavallo. Oggi mi tocca fare altrettanto per girare di qua e di là. Sto bene, un poco riscaldato, ma sto bene. Se avessi almeno un giorno da star fermo, sarebbe fatto quello che desidero.
Ho da scrivere immensamente, ma come fare quando si arriva a casa stanchi da non poterne più, e ciò tutti i giorni ?
Dimmi se faceste buon viaggio, volevo assicurarmene con telegramma ma non trovai stazione telegrafica da consegnarlo. Addio, monto a cavallo '
tuo affano Cesare.
Lettera n. 14.
Gradesco, presso Cremona 4 luglio 1866.
Cara Adele, Approfitto della gentilezza del Capitano del Genio Sìg.T Gabbi, comandato al Ministero, per darti brevi notizie. La salute è buonissima ma sono sempre in moto, tantoché quasi ogni giorno passo otto o dieci ore a cavallo ed anche più, ciò fa che non posso nò lavorare né scrivere* perchè arrivo a casa tardi e non più in stato di scrivere: si fu perciò che ieri, con mio massimo dispiacere non potei scriverti. Fare ogni giorno 30 ed anche 45 chilometri a cavallo, al pieno sole, non lascia più agio a pensare e questo è il fastidio che mi agita perchè non posso più occuparmi del servizio e di Te, cara... Spero che a Firenze non sarai più tanto afflitta, spero che il tuo viaggio sia stato relativamente buono: lo presenza dei tuoi genitori ti darà coraggio; io non corro nessun pericolo. Spero che arrivando a casa tasserà verso la mezzanotte troverò finalmente una tua lettera da Firenze. Bacia la mia diletta Camilla e da Lei fatti baciare per conto mio giacché ne la incarico
tuo Cesare.