Rassegna storica del Risorgimento
BONELLI CESARE
anno
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1937
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pagina
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1193
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// generale Bonetti 1193
Lettera n. 21.
Parma 11 lugKo 1866.
Cara Adele, Arrivato ieri sera in Parma ne parto questa mane alle ore 11 ant. cioè a momenti, Vado colla ferrovia a Ferrara donde entreremo nel Veneto come riserva del G. Cialdini già padrone di Rovigo. Questa volta speriamo che le cose andranno bene; un solo successo anche appena brillante potrebbe condurre ad un armistizio conveniente ed alla cessione diretta del Veneto, condizione che risulterà accettabile per le trattative ulteriori. Come vedi non sono mai fermo. Tu desidereresti di avermi teco a Firenze, anch'io sarei soddisfatto di girare la tappa con Te e Camilla. Addio etc.
tuo aff.mo Cesare.
Lettera . 22.
Ferrara 12 luglio 1866.
Cara Adele, Rientro a casa che è circa mezzanotte, ma voglio ancora rispondere alla tua carissima, benché triste del 10 corr.te che ricevetti alle ore 5 di questa sera, e che finora non mi fu possibile riscontrare siccome ne avevo l'intenzione. Dovetti uscire per cercare il Gen. Valfrè essendomi stato detto che giungeva stamani: girai tanto per questa vasta Ferrara senza trovarlo e per verità avendo fatto confusione su vari indirizzi di uffiziali, statimi indicati oggi, lo ricercai dove un maggiore m'aveva indicato l'alloggio suo. Entrato poscia in un caffè sentii toccarmi dalla finestra con un bastone, era il Gen. Valfrè giunto allora dalla ferrovia. In questo momento mi viene un po' di mal di capo purché non duri domani e dopo. Oggi venne più volte l'ordine di partire in questa notte poi di soffermarci. Spero ora che di questa notte non partiremo più, anzi che rimarremo qui gran parte di domani, siccome ne ho bisogno: sarà la prima volta da tanto tempo che mi fermo due giorni in un luogo...
Bisogna che vada a dormire: si coricano in questa camera i due sott'uifiziali Gio.-vannini e Pini di tua conoscenza. Il povero caporal Morano, che se ti ricordi, portava Camilla in braccio ebbe una mano passata da una palla di fucile, ma guari benissimo e presto... Non so se passeremo il Po domani...
Addio tuo Cesare.
Lettera n, 23.
Ferrara 14 luglio 1866.
Cara Adele, Ieri non ti scrissi, o almeno la lettera che ti mandai era stata scritta tra il giorno 12 e 13 cioè sulla mezzanotte che divide e congiunge le due giornate: ieri sera anche verso la mezzanotte volevo scriverti di nuovo, ma ero stanco, e dovetti scrivere qualche altra cosa, onde rimandai a questa mane il carteggio con Te. Forse non parto che domani e già trovo questo soggiorno troppo lungo sebbene me ne valga per lavorare. La cavalleria del Gen. Cialdioi è già avanzata sino a Padova, gli Austriaci sono invece a Vicenza ma non contrastano la marcia delle nostre truppe. Se ciò pud avere il significato che l'Austria non vuol pia battersi per il Veneto che ha già dichiarato di cedere, può altresì lasciar supporre che si combinino nuove trappole, in cui non si dovrà più ricadere colla testa nel sacco, come nella giornata del 24 giugno. È sperabile che ai sarà più avveduti. Ricevo la tua lettera del 12 con-.: e il calore di luglio che ti