Rassegna storica del Risorgimento

OSOPPO
anno <1937>   pagina <1199>
immagine non disponibile

Varietà, appunti e notizie 1199
parte introdotte dal capitano Francia, e rese alla meglio uniformi. Un primo rapporto è inviato al Cevedalis in Venezia, e un regolare atto di sottomissione di Osoppo a Re Carlo Alberto a mezzo del tenente Venturini. Questi riesce a eludere la vigilanza austriaca, e giunge fino al Piave; ma non ha la possibilità di oltrepassare Verona.
Intanto gli Austriaci occupano alcuni cascinali oltre Ospedaletto fra cui il mulino. Questa perdita obbliga gli assediati a valersi alla meglio di una vecchia mola di pietra nell'interno del forte, ma, rive­landosi, in pratica, insufficiente, è deviato un braccio del Tagliamento presso l'abitato di Osoppo, e quivi è allestito un altro mulino con mezzi occasionali.
Nonostante la perdita di terreno dinanzi agli assedianti, lo Zanini, per tener desta l'attività combattiva dei suoi inizia una serie di atti offensivi contro i reparti avanzati avversari. Egli stesso, per dare l'esempio, il 21 maggio con un pugno di volontari attacca alla baio­netta un grosso reparto austriaco nell'intento di riprendere il mulino, ma, nonostante il successo temporaneo, lo scopo non è raggiunto. Di notte piccoli reparti dei difensori vengono inviati fino al vicino sperone di S. Rocco al di là del paese, per effettuare attacchi isolati di sorpresa, e ingannare con numerose fiaccole l'avversario circa l'en­tità dei difensori. Questi, in effetto, ai primi di grugno erano circa cinquecento in totale. In questa epoca Venezia invia un fondo di 1/. 9000 da devolvere in paghe.
Intanto le notizie da fuori non sono confortanti. Giungono voci di rovesci dell'esercito sardo; Palmanova si arrende. Ad aggravare la situazione, nell'interno del forte si manifestano malumori fra gli assediati, in seguito alla riduzione dell'ordinaria razione per ordine del ten. colonnello Zanini in previsione di mancanza o insufficienza di rifornimenti nell'avvenire. Per togliere fra le milizie gli elementi impuri o meno disciplinati lo Zanini ordina, a breve scadenza, successivi licen­ziamenti, riducendo il numero dei difensori da 500 a poco più di 300. Viene, altresì, stabilito di non accettare alcuni degli ex assediati di Palmanova, all'infuori di nove musicanti coi relativi strumenti, allo scopo di tenere alto, con marce patriottiche, lo spirito dei difensori dinanzi al nemico.
L'11 giugno è inaugurata una grande bandiera tricolore, che era. stata salvata da Udine. Nel campo bianco l'Andervolti aveva dipinto lo stemma Sabaudo, nel campo rosso il leone di San Marco, e in quello verde il biscione di Milano. La bandiera, unitamente a un fazzoletto di seta con l'effige di Re Carlo Alberto donata dagli ufficiali piemontesi,