Rassegna storica del Risorgimento

OSOPPO
anno <1937>   pagina <1200>
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1200 Varietà, appunti e notizie
è benedetta dal cappellano Pasquale della Stua, parroco di Osoppo, durante apposita funzione nella chiesa del forte. Al termine il cappel­lano pronunzia nobili parole di fede e, subito dopo, lo Zanini una esal­tante orazione. La bandiera viene solennemente elevata di fronte al nemico, sul punto più elevato del colle, e salutata alla voce e dal suono di marce militari.
Da Venezia giungono parole d'incoraggiamento, e il ten. colon­nello Zanini riceve particolare approvazione e lode per il suo operato dal colonnello Gevedalis.
Gli Austriaci, intanto, rinforzati di uomini e d'artiglieria, occu­pano saldamente il vicino bastione di S. Rocco, di quota per la metà pòi bassa dell'altura di Osoppo. Ma ciò non esclude le sortite notturne degli assediati e gli attacchi di sorpresa anche oltre le linee degli avam­posti avversari, operati da audaci gruppi poco numerosi. Queste sor­tite si compiono al di là del paese e attraverso dedali boschivi ben cono­sciuti dagli osoppani. Gli Austrìaci, per rappresaglia, incendiano alcune ville e case coloniche alla periferia dell'abitato.
Una notte un battaglione austriaco irrompe nel paese di sorpresa: ma è prontamente contrattaccato alla baionetta, e, dopo un furioso corpo a corpo per le vie è respinto oltre l'abitato. Tuttavia, per dela­zione di un pastore, l'ultimo varco viene svelato agli Austriaci, che rie­scono, così a catturare un gruppo di militi del forte, che tentavano di portare a Udine per la riparazione i capi di corredo. Successivamente in quello stesso varco vengono catturati alcuni volontari osoppani con messaggi, e sono immediatamente passati per le armi.
Nel forte, intanto, l'Andervolti confeziona cartocci per proiettili d'artiglieria con la carta degli archivi e, in mancanza di capsule, si modificano i fucili a pietra. Un piano arditissimo di rapire il maggiore austriaco Tornaseli! nello stesso suo quartiere in Gemona fallisce prima dell'inizio del tentativo per delazione di uno dei gemonesi, che era stato connivente.
Il fuoco d'artiglieria diviene pressoché incessante da ambe le parti. Poco efficace da parte austriaca per il forte dislivello e la lonta­nanza ancora dal forte: altrettanto poco efficace dai difensori per la imprecisione di tiro, dovuta in parte ai pezzi logori e, spesso, guasti, in parte alla scarsa esperienza dei cannonieri improvvisati.
Fra gli ufficiali e le promiscue milizie del forte si manifestano ancora dei malcontenti per l'austera rigidità militare del comandante Zannai, per la insufficienza di indumenti durante tempo piovoso, e, spesso, tempestoso, per esaurimento dell'ultima riserva di vino, per