Rassegna storica del Risorgimento

OSOPPO
anno <1937>   pagina <1202>
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Varietà, appunti e notizie
In questi giorni si presentano ai piedi del forte due ufficiali parla­mentari austriaci con tamburino e portaordini per intimare la resa in relazione all'armistizio Salasco. Tengono allontananti con un coro di diniego e di protesta.
Il 28 ottobre, nonostante l'assedio, oramai rigoroso, nella sotto­stante piana fra Osoppo e Buia, il comandante Zanini, alla testa di alcuni audaci, con rapida mossa e di sorpresa, riesce a catturare due Buoi e ad incendiare un carro austriaco sotto gli occhi dello stesso nemico, e a rientrare con la preda, protetto dal fuoco dei suoi, che dagli spalti beffano gli Imperiali.
Ma, purtroppo, la situazione si aggrava per gli assediati in seguito all'arrivo di nuove e perfezionate artiglierie austriache, che dal 26 ottobre colpiscono e smantellano gli spalti e i parapetti del forte; le racchette incendiarie lanciate da più breve distanza superano il dislivello con forte angolo d'inclinazione e appiccano il fuoco ai tetti delle casematte; pattuglie di cavalleria leggera, giunta numerosamente in rinforzo rendono il blocco, oramai, impenetrabile.
Il comando delle forze austriache d'investimento viene assunto dal ten. colonnello Wan der Nul, olandese di nascita, uomo durissimo e molto capace per intelligenza e consumata esperienza. .
Le racchette austriache non risparmiano nemmeno i tetti delle case del paese, e gli incendi si succedono paurosamente, nonostante il tempo piovosissimo e frequenti uragani. La popolazione abbandona le case e si rifugia in un grande antro al sotterraneo paese, ivi trattenendo­si promiscuamente per molte ore successive. Sotto un violento temporale viene respinto ancora una volta alla baionetta un attacco di caccia­tori austriaci, che erano riusciti a penetrare neD'abitato di Osoppo.
Ma il mattino del 9 novembre alle ore 2, dopo un intenso bombar­damento notturno, tre grosse colonne austriache irrompono nel paese, ed è vana ogni resistenza dinanzi alle forze soverchiami. Le abitazioni son date alle fiamme dal nemico, e venticinque delle migliori case restano distrutte; fra queste il municipio e la parrocchia. Nel municipio sono irreparabilmente perdute tutte le bandiere, i cimeli e i trofei dei Savorgnano, e un preziosissimo manoscritto della storia di Osoppo. Quasi tutto il resto della popolazione si rifugia terrorizzata, nel forte, e gli Austriaci si installano definitivamente fra le rovine del paese trattenendovi alcuni ostaggi.
Per il forte angolo morto, l'azione dell'artiglieria del castello è, oramai, inefficace sugli Austriaci annidati nell'abitato sottostante. II mattino del 9 è impiegato nel forte a spegnere i numerosi incendi