Rassegna storica del Risorgimento

OSOPPO
anno <1937>   pagina <1203>
immagine non disponibile

Varietà* appunti e notizie 1203
sviluppatisi nella notte per l'azione delle racchette. Quella stessa mattina il parroco Della Stua ottiene dallo Zanini di recarsi a conferire perso­nalmente col comandante austriaco. Questi sulle prime accoglie dura­mente il sacerdote, poi ai mostra secolui conciliante ed ospitale. Non sono noti i particolari di questo colloquio. Ma la sera il parroco fa issare la bandiera bianca sul campanile della chiesa del paese, ed invia una comunicazione allo Zanini, avvertendolo che sarebbe ' possibile un'onorevole resa. Viene inviato dal forte il capitano Nodali per trat­tare, ma il comandante austriaco, pur prospettando onorevoli condi­zioni, esige anzitutto, una resa incondizionata.
Nel forte il ten. colonnello Zanini aduna gli ufficiali per un consiglio di guerra. L'Andervolti sostiene la resistenza: alcuni sono dubbiosi per la difficoltà di continuare la lotta col nemico in paese, la conse­guente inefficacia dell'artiglieria, l'assenza del parroco, la scarsezza di viveri, la mancanza di ogni conforto, l'efficienza qualitativa e quanti­tativa del nemico, 0 numero, oramai, troppo considerevole di bocche inutili sul forte, costituite dagli abitanti rifugiati.
Tuttavia prevale la volontà di resistere all'estremo.
Il comandante Zanini ordina l'adunata delle milizie in armi. Le condizioni dei valorosi difensori appaiono evidenti dagli abiti a bran­delli, i volti scarni, i capelli e le barbe prolissi e scompigliati, lo sguardo quasi febbricitante per la continua veglia. Eppure, quando il coman­dante domanda se tutti sono disposti a resistere fino a morire sotto le rovine del forte, la risposta è una, secca e senza commenti : Resistere. Quindi i difensori, più che mai risoluti e in silenzio, si allontanano per tornare ciascuno al proprio posto.
Sugli avvenimenti che succedono incombe, sia pure in parte, l'equivoco.
Alle ore 10 del mattino successivo il comando austriaco ordina lo sgombro assoluto del paese. Questo viene effettuato fra i pianti dei pochi superstiti, che disperano di mai più tornarvi. Alle ore 15 tre colonne austriache in formazione di parata e precedute dal rullo dei tamburi si avanzano verso il forte con intenzione, evidentemente, non ostile. Fra i difensori v'è un istante d'incertezza. Si dubita di tradi­mento; vengono sparati alcuni colpi più. a scopo intimiditone, che con l'intenzione di arrestare l'avvicinarsi dell'avversario. Ma gli Austriaci continuano la loro marcia a passo di parata e suon di tamburi e in perfetta formazione.
In verità il comando austriaco aveva giuocato non si sa bene se sulla buona fede, o sul!' inesperienza, o sulla timidezza del parroco Della Stua.
21