Rassegna storica del Risorgimento

OSOPPO
anno <1937>   pagina <1204>
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1204 Varietà, appunti e notizie
II ten. colonnello Zaninì manda incontro all'austriaco una com­missione di tre ufficiali capitanata dal maggiore Andervolti. II comando austriaco offre la resa con l'onore delle armi al presidio di Osoppo, garantendo l'incolumità di tutti gli ufficiali e soldati e i mezzi ai tra­sporto fino ai confini dell'impero. Lo Zanini vorrebbe chiedere istru­zioni a Venezia. Ma il "Wan der Nul concede un breve tempo per la risposta. Il capitano Nodari perora la causa della resa a onorevoli condizioni. I pareri sono discordi. Fra le milizie si manifestano atti di indisciplina. Il comandante Zanini chiede ancora all'avversario l'amnistia per i soldati del forte già vincolati dall'obbligo militare austriaco, libertà di soggiorno nelle loro case, e ancora un indennizzo in lire austriache 1800 (ridotte poi a 600) per le paghe arretrate alla truppa. Anche queste richieste vengono accettate.
H 13 è dedicato alla stipulazione del verbale di resa e degli allegati concernenti i particolari e le modalità. L'immobile sarà restituito con l'esiguo e logoro materiale bellico residuato. Anche i soldati, dopo la resa degli onori lasceranno le armi, gli ufficiali le conserveranno. La giornata del 13 è la più triste del lungo periodo di sette mesi di valo­rosa difesa del forte.
Il 14 novembre l'ultima pagina di gloria di Osoppo si epiloga. La guarnigione costituita da circa 340 uomini esce dal forte in file ordi­nate, inquadrate dai rispettivi ufficiali, preceduta dal suono della mu­sica e rullo dei tamburi, a bandiera spiegata, e seguita dai cannoni carichi con miccia. Restano nel forte il maggiore Andervolti e il capi­tano di amministrazione Franceschinis per le pratiche di consegna. All'ingresso del paese, e lungo la via principale fino alla piazza ove sorge l'attuale municipio sono schierate le truppe imperiali, che rendono gli onori delle armi ai valorosi e sfortunati, ma fieri difensori. Alle ore 12 la bandiera giallonera sventola sul forte.
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Le vicende della difesa di Osoppo durante il nostro risorgimento nazionale sono gravide d'insegnamenti, e furono, in effetto, di giove­vole monito per la rapida esperienza del popolo italiano, che forte­mente volle, con la libertà, la sua unità nazionale.
Se nella storia di quel baluardo eretto dalla natura di fronte allo sbocco dei monti, che separano il nostro Paese dallo straniero, quella fu l'ultima pagina, oggi possiamo considerarla fra le prime del nostro risorgimento nazionale.