Rassegna storica del Risorgimento

BOLOGNA ; CISALPINA (REPUBBLICA) ; CISPADANA (REPUBBLICA)
anno <1937>   pagina <1206>
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Variala, appunti e notizie
comunali, e combattuta fra il desiderio di ripristinare le sue nicdiocvali autonomie e la necessita ideale e pratica di date opera alla rigenerazione italiana coU'entrare a far parte di un grande e lìbero stato.
La mostra ha avuto pieno successo, ottenendo il favore e il plauso delle autorità e dei cittadini che l'hanno visitata e frequentata con notevole assiduita.
Il Presidente del Comitato on. Angelo Manaresi, in accordo con il Podestà avvo­cato Cesare Colli va, aveva disposto che la Mostra avesse sede in una sala della Biblio­teca dell*Archiginnasio e nella sala del Museo del Risorgimento, per quanto riguardava il materiale posseduto da tali istituti; con squisita cortesia la Direzione del R. Archi­vio di Stato acconsentì ad esporre presso il Museo del Risorgimento alcuni documenti di altissimo pregio e interesse, a illustrazione dei mutamenti di Governo avvenuti in Bologna nel periodo fissato. La mostra dell'Archiginnasio, disposta con geniale criterio dal gr. uff. prof. Albano Sorbelli, ha avuto carattere prevalentemente biblio­grafico, senza tuttavia escludere altro materiale cospicuo, e la mostra del Museo ha offerto in visione soprattutto materiale iconografico, stampe e cimeli vari, che il dot­tor Giovanni Ma ioli, direttore del Museo stesso, ha saputo raccogliere e ordinare con senso di opportunità e diligcniissitno zelo.
Il 16 maggio, nell'ambiente severo della sala anatomica dell'Archiginnasio ha avuto luogo l'inaugurazione, alla presenza delle maggiori autorità cittadine, fra cui il Vice-Prefetto comm. Guerra per S. E. il Prefetto, il Segretario Federale dott. Leati, il Podestà aw. Coltiva, S. E. Mantella Primo Presidente della Corte d'Appello, S. E. Tclesco Procuratore Generale, gli onorevoli Andreoli e Sangiorgi, l'Amba­sciatore Aldrovandi, il generale Chiariotto Comandante la zona militare, il generale Testi Rasponi Vicepreside della Provincia, il prof. Bianchi Preside della Facoltà di Lettere della R. Università e dell'Istituto di Cultura Fascista, il comm. Gheduzzi Segretario generale della Provincia, il comm. Som mari va Segretario generale del Comune, il comm. prof. Rossi R. Provveditore agli studi, i Presidi delle scuole medie, numerosi professori e i soci del Comitato in gran numero.
Il discorso inaugurale è stato pronunziato dall'on. Manaresi, il quale, dopo aver detto degli scopi della mostra per la illustrazione di un periodo storico in cui Bologna fu centro di fortunosi avvenimenti nel quadro della prima epopea napoleonica, si è addentrato a descrivere le infelici condizioni di Bologna sotto il decadente Governo papale; quindi ha delineato in rapida sintesi l'evoluzione delle coscienze verso le prime idee di libertà e di indipendenza, accennando all'ingresso dei Francesi, alle vicende dei Governi cispadano e cisalpino e agli uomini che vi rifulsero per saggezza e sicura visione dell'avvenire. Ed ha cosi concluso: I quattro anni che precedettero l'alba del secolo XIX furono ricchi di conseguenze e di ammaestramenti. Si ridestarono allora nel nostro popolo, soggetto da secoli al dominio straniero, gli spiriti di libertà e di indipendenza. E l'amara esperienza insegnò a quei nostri antenati che gli stra­nieri, francesi o austriaci sono sempre stranieri sfruttatori e oppressori, con qualun­que bandiera o ideologia essi si presentino. Un secolo e mezzo è trascorso da quegli anni lontani, e in questo tempo noi siamo passati da una Italia divisa alla indipen­denza, dall'indipendenza all'unità, dalla unità all'impero. Non invano le generazioni italiane hanno camminato lungo le vie sanguinose della storia, se esse hanno finalmente trovato il loro impero e il loro Capo.
Nella gioia e nella luce che oggi illumina l'Italia noi ci rivolgiamo indietro a ricor­dare ed esaltare fi nome degli oscuri, di questi nostri bolognesi, nobili, popolani, pen­satori, poeti, uomini d'arme e di scienza, che in ogni ora hanno volnto bene a questa nostra Città ed hanno avuto fede nei destini e nella rinascita della Patria, tenendo alto con dignità e con fierezza il loro nomo di figli di Bologna e d* Italia.
Con questi sentimenti noi inauguriamo questa Mostro, modesta nelle cose, ma alta nello spirito, che è ad un tempo un atto doveroso di riconoscenza per i precursori ed un atto di fede net destini dell'Italia e dell'Impero ..