Rassegna storica del Risorgimento
BOLOGNA ; CISALPINA (REPUBBLICA) ; CISPADANA (REPUBBLICA)
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1937
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Vita deW Istituto
stessa materia, profondamente suggestiva, a lai affidata, oouchè dalT esempio di coloro che lo precedettero nell'ufficio, e specialmente del prof. Giovanni Concvozzi, il quale vi lascio tanta parte di sé e un'orma non cancellabile. Mette inoltre in rilievo quanto grande sia il merito del Presidente, che, come Capo dell'Amministrazione Comunale, disposo congrui mezzi finanziari perchè il desiderio della nuova Sala si potesse mutare in realtà. Esposti quindi in breve ijjcriteri della sistemazione del Musco, il prof. Morselli coglie l'occasione per segnalare l'ultimo dono ricevuto: quello di tre vecchie bandiere della gloriosa a Società Superstiti delle patrie battaglie, da poco cessata con la morte dell'ultimo socio. Ringrazia pertanto la donatrice, che è presente, signora Vigarani vedova Iacoli, già depositaria dei cimeli e continuatricc. nella Società, della opera del defunto marito. Conclude augurandosi che l'interessamento degli studiosi e quello ogni giorno crescente del pubblico diano al nostro Museo Io sviluppo e l'elfi-cenza che Modena ben merita per la sua gloriosa storta, lontana e recente.
Finiti i discorsi, semplici e cordialmente applauditi, ebbe inizio, e si protrasse per oltre un'ora, la visita ai cimeli esposti nelle sale. Vennero osservati prima gli innumerevoli oggetti e documenti, spesso di grande rarità e pregio, contenuti nella sala maggiore: tuia raccolta che va, come già i visitatori sanno, dai primordi del Risorgimento all'anno 1882, e quindi così varia e copiosa da rendere impossibile qui ogni descrizione. Nella seconda sala, appena inaugurata, furono ammirati specialmente i ricordi dei pionieri modenesi d'Africa, fra cui notevolissimi quelli di Gustavo Chiesi; interessarono pure i ricordi di Dogali e di Adua, quelli più numerosi, degli eroi di Libia, fra i quali spicca la medaglia d'oro Bosclli; poi i cimeli numerosissimi e significativi della Grande Guerra, poi testimonianze della Dalmazia e di Fiume nel drammatico dopoguerra, infine i ricordi commoventi dei nostri Martiri fascisti e della Marcia su Roma. Anche la storia della guerra ìlalo-ctiopica è già presente coi suoi primi cimeli
Ma troppo lungo sarebbe elencare, fra tante, anche le sole cose principah'ssime: ora tocca ai cittadini di vedere tutto coi propri occhi.
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PIACENZA. - La Scure dell'11 giugno u. s. ha dato ampia notizia dell'inaugurazione della nuova sede del nostro Comitato e del primo nucleo del locale Musco del Risorgimento.
Il primo nucleo del vagheggiato Museo Civico del Risorgimento è stato inaugurato ufficialmente ieri nel pomeriggio con l'apertura della sede dell'Istituto piacentino del Risorgimento in via Gregorio X, n, 26 b, angolo via X giugno.
Il suddetto nucleo non rappresenta che una prima pietra dell'edificio che per l'alacre opera del Comitato verrà a formarsi con la raccolta continua dei cimeli del nostro Risorgimento.
La sede di questo Museo deve però considerarsi transitoria perche, pur 'essendo essa nello storico palazzo Chiappini, ora proprietà dell'Opera Pia Alberoni, ove si riuniva con pochi rivoluzionari, Giuseppe Manfredi, il capo del Comitato insurrezionale piacentino e della Società Nazionale , l'Istituto non abbandona il legittimo desiderio di trasferire in ben più grandioso edificio, e più rispondente allo scopo, questa magnifica interessante raccolta. Intendiamo qui parlare del Palazzo Farnese per cui il Municipio di Piacenza sembra stia trattando con l'autorità militare al riscatto.
Per ora il nascente Musco è allogato in alcuni decorosi locali ceduti, auspice il Comune di Piacenza, al Comitato dall'Opera Pia Alberoni.
Alle ore 17 ha avuto luogo la inaugurazione. Ricevuti dal Presidente del Comitato piacentino per la Storia del Risorgimento, conte Giuseppe Salvatore Manfredi, e dai componenti la Consulta, cav. doti. Sasso, R. Provveditore agli studi, conte Emilio Nasali! Rocca, dott. Carlo Anguissola, Presidente dell'Istituto di Cultura fascista, cav. uff. Emilio Ottolenghi. dott. Imparati, sono intervenute le maggióri autorità cittadine; S. E, il Prefetto Montani, il vice Comandante hi Divisione motorizzata Po, generale Ferroni, il Podestà, generale De Francesco, il geometra Manfredi,