Rassegna storica del Risorgimento

BOLOGNA ; CISALPINA (REPUBBLICA) ; CISPADANA (REPUBBLICA)
anno <1937>   pagina <1227>
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Vita delVlstituio
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Ispettore di Zona, per il Segretario Federale, la Delegata provinciale dei Fasci femminili, prosa Cervini, il comandante la 83 Legione M.ÌjM* console Sonuna-vffla, il Vice Preside della Provincia, cav. Cena-Ma lugani, il Procnratore del Re, coroni. Carta, il Presidente del Tribunale, il centurione Previdi per la Coorte autonoma Milizia a Dicat , il capitano Patrizi per il Gruppo dei RR. GG-. la signorina Cornelia Coppellotti, il signor Castagnoli per la Amministrazione dell'Opera Pia Alberoni ed altri.
H conte Giuseppe Salvatore Manfredi dopo aver ringraziato le autorità convenute e il Comune per hippoggio. materiale e morale dato all'Istituto, ha illustrato ai presenti il significato della inaugurazione della sede del Museo nel giorno 10 giugno,'settantottesimo anniversario della liberazione dell'antico ducato dalle truppe straniere e le origini del Museo stesso che risalgono al 1909 quando il conte Dionigi Barattieri offrì vari cimeli delle campagne della Indipendenza. Attorno a questi, molti altri durante gli anni sono venuti ad aggiungersi alla raccolta per opera di numerose famiglie piacen­tine donatrici; e così ecco la bandiera tricolore, dono della famiglia Dosi, che sven­tolò per prima nel fatidico 1848 e che, gelosamente custodita nei successivi anni tristi, riapparve al sole fl 10 giugno 1859 a salutare la liberazione; ecco la bandiera donata a Piacenza dal Comune di Stradella nel 1859. ecco il gruppo di preziosi cimeli donati dalla signorina Coppellotti, figlia del garibaldino Giovanni Coppellotti, ecco l'eme­roteca raccolta e donata da Savino Anselmi ed i due timbri di Giuseppe Manfredi come capo del Comitato insurrezionale e come dittatore di Parma e Piacenza, donati dalla contessa Margherita ManfrediLucca, ed ceco ancora i documenti della Crociata piacentina del conte Pietro Zanardi Laudi.
H conte Manfredi nella sua breve esposizione passa rapidamente in rassegna i più importanti di questi documenti chiudendo con una esaltazione dello spirito che domina e guida la materia; nello spirito che oggi sopra tutto nell'era eroica in cui Viviamo dirige la nuova Italia verso le più alte mète e verso i più radiosi destini.
Chiesto quindi l'assenso a S. E. il Prefetto, ha dichiarato aperta la sede piacentina dell'Istituto perla Storia del Risorgimento Italiano, nel nome di S. M. il Re Imperatore,
Cessati gli applausi che hanno coronato le belle frasi del conte Manfredi S. E. il Pre.fci,to e gli altri intervenuti hanno visitato minutamente i cimeli raccolti nelle vetrine, le stampe e le fotografie che costituiscono questo interessantissimo Museo.
Quindi ha avuto luogo la scoprimento della lapide (posta dall'Opera Pia Alberoni) che sulla facciata esterna del palazzo, in via X Giugno, ricorda l'opera del patriota Giuseppe Manfredi.
Dinanzi alla lapide erano schierate due file di Giovani Fascisti; all'apparire di S. E. Montani e delle altre autorità il bianco drappo che ricopriva la bianca scritta marmorea, che si inquadra in una perenne corona di alloro, è caduto e tutti si sono irrigiditi nel saluto fascista.
La lapide reca la seguente scritta dettata dal conte G. S. Manfredi:
Negli anni dell'occulto risveglio per render la Patria libera e una qui ai piacentini della Società Nazionale dava diuturno convegno Giuseppe Manfredi primo ai rischi e in sapiente osare mirabile allor che dittatore di Parma e Pia­cenza f=* vita e storia concluse nello antico ducato nei fasti della nuova Italia 1857,1859. A testimonianza perenne fra i fulgori di più alte mète oggi raggiunte VOpera Pia Alberoni pose 10 giugno 1937-XV.
S. E. il Prefetto prima di lasciare la sede dell'Istituto si è compiaciuto vivamente eoo i componenti il Comitato.
I cimeli si ricevono presso l'Opera Pia Alberoni o presso la casa del Presidente in via S. Giovanni 15 .
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ROMA. - Il 7 giugno u, s. nel salone della Reale Accademia di San Luca, gentil­mente concesso, il conun. dott. Stefano Chioma, il valoroso alpino che dopo Caporetto restò vari mesi nelle linee austriache, ha parlato della difesa di Roma durante l'assedio