Rassegna storica del Risorgimento

BOLOGNA ; CISALPINA (REPUBBLICA) ; CISPADANA (REPUBBLICA)
anno <1937>   pagina <1229>
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Vita dell'Istituto
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Di Pier Carlo Boggio, che fu giornalista, scrittore, docente di diritto aflTJnivcTsililt aj Tonno, e mori a soli 39 unni gloriosamente combattendo nelle acque di Lisse. l oratore si è diffuso quindi a tratteggiare la figura e ad illustrare la vasta attività, con ampia analisi di documenti, in gran parto inediti e custoditi indi*Archivio Storico della Gazzetta del Popolo. Ma la conferenza non è stata ima fredda ricerca di archivio, bensì una appassionata fervida rievocazione di una delle più fulgide glorie del nostro Risor­gimento, che per imperdonabile oblio non ha avuto dai posteri il suo giusto rilievo.
Pier Carlo Boggio incominciò la sua attività giornalistica nel 1846 a Parigi, en­trando a far parte della redazione della Gazzetta Italiana, fondata dalla principessa Trivulzio di Belgioioso, e tale preparazione spirituale e giornalistica gli valse la stima di Cavour che lo volle, ancora studente, tra i fondatori del Risorgimento. Dopo l'armi­stizio Salasco, Boggio, che voleva la ripresa immediata della guerra, usci dal gior­nale. Ma vi tornò quattro anni dopo assumendone la direzione che Cavour aveva lasciala per le cure del Governo.
Interessante è, in relazione a tale periodo, il carteggio che si svolse tra Cavour e Boggio, e Voratore cita numerosi brani di lettere, preziosamente conservate nell'Ar­chivio della Gazzetta del Popolo. Ma, nonostante qualche polemica e qualche dissenso, hi stima di Cavour per il suo giovane e battagliero amico non venne mai meno che anzi fu suggellata in più circostanze da episodi significativi. Ai giornalisti francesi venuti a Torino per l'inaugurazione del monumento a Daniele Manin nel 1861 Cavour presentò P. C. Boggio come suo tìglio d'adozione. Scrittore rapido* brillante, copioso. Pier Carlo Boggio sparse incalcolabile numero di articoli sul Risorgimento, sul Conci' Untore, sulla Gazzetta del Popolo. Avvocato fra i più ricercati del tempo e deputato per quattro legislature, partecipò alle discussioni più importanti del Parlamento. La discussione sulla cessione di Nizza e Savoia ebbe il suo epilogo nelle memorabili parole da lui pronunciate: Noi votiamo la cessione perchè pensiamo al resto delVItalia che guarda a noi trepidante e da noi attende salute , e fa lui che fece, con un suo ordine del giorno, dichiarare Nizza e Savoia altamente benemerite dell'Italia.
Nel dissidio Garibaldi-Cavour portò la sua parola conciliatrice, ed entrò in strette relazioni con Mazzini, esule a Londra.
Dopo l'esame dell'attività politica di Boggio, Ermanno Amicucci mette in luce la sua opera di docente e di scrittore. Le lezioni di diritto costituzionale tenute all'Uni­versità attestano ch'egli aveva un concetto della sovranità e autorità dello Stato, che Oggi appare profetico. Sulla questione romana, nel 1854, pubblicò due grossi volumi. La Chiesa e lo Stato e nel 1865 per studiare più direttamente la questione si recò a Roma e parlò coi Pontefice, al quale com'egli stesso racconta disse: Non o'è più insidia o violenza capace di disfare il Regno d'Italia e se ci ponessero nel bivio di rompere con Vunità o rompere con la Chiesa, credo che prevarrebbe il secondo partito . Sulla campagna del '59 scrisse la sua opera maggiore, a cui attinsero tutti gli scrittori italiani e stra­nieri che si occuparono di quegli eventi.
Pier Carlo Boggio dice l'oratore giunse così in primo piano tra le figure più rappresentative del Risorgimento a un momento della sua vita, in cui sarebbe potuto diventare uno dei principali condottieri della politica nazionale. Un destino alto e brillante si schiudeva al suo avvenire politico e parlamentare. Ebbe mveceimt.destmo ancora più alto e la sua figura risplende oggi, circonda ta dall'aureola del glorioso sacri­ficio oiferto alla Patria, nel libro d'oro della storia d'Italia.
H 30 aprile 1866 parlò come relatore sul disegno di legge ebe accordava poteri Straordinari}ài Governo del Re affinchè provvedesse alle necessità della guerra, e fu il suo ultimo discorso poiché subito dopo chiedeva congedo per andare a combàttere,
E l'oratore illustra lo slancio con cui Boggio corse ad arruolarsi volontario nella B. Marina, venendo assegnato allo Stato Maggiore della nave ammiraglia Red'Italia comandata da Faà di Bruno, su cui era imbarcato rAmmiraglio in capo, Persano, Dalla nave scrive commoventi lettere alla madre, alla moglie, ai figlioli. 11 16 luglio può