Rassegna storica del Risorgimento
1859 ; EUROPA
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1937
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1236 Franco Vahecchi
considerare come proprio avversario il Piemonte: vuol mantenere la questione su di un piano europeo: se concessioni devono aver luogo, esse devono riguardare solo le grandi potenze. E propone quindi, per creare una détente nella troppo tesa situazione europea, un disarmo generale delle potenze... E l'ammettere il principio del disarmo bilaterale, ma applicato solo alle grandi potenze: Vienna si può porre sul piano di Parigi, non su quello di Torino. Torino non ha che da accettare condizioni: prima di tutto, deve cessare d'essere un fomite di discordie, disarmando subito.2)
Disarmo generale... La proposta austriaca ha tutta l'aria di una scappatoia. È una frase, cui non sarà facile dare un contenuto concreto. Che le grandi potenze disarmino tutte! É il mettersi in un mare di difficoltà, il perdersi in un labirinto di trattative: il Congresso non si potrà mai radunare, se gli si pone questa condizione come premessa. Berlino, preoccupata dalla piega che prendono gli avvenimenti, interviene: ottima idea, dichiara, quella del disarmo europeo, ma utopistica: urterebbe, in questo momento, contro ogni sorta di ostacoli, e non avrebbe, di conseguenza, nessun risultato pratico ed immediata.2) A nostro avviso propone Schleinitz il migliore espediente sarebbe di allontanare dalla frontiera e le truppe sarde e le truppe austriache .3)
La Russia accoglie con entusiasmo questa soluzione, che pone l'Austria con le spalle al muro; l'Inghilterra l'accetta, nia con malumore: fa sapere a Berlino che, col prendere la iniziativa di nuove proposte, non fa che disturbare il corso delle trattative promosse da Londra. Londra è gelosa della
;l) Polititi Prtuaens, n. 233, Werther a Schleinitz, 29 marzo 1859.
*) Cosi penici aliene Pietroburgo. Politìk PnruMiu, Bismarck al Principe Reggente di Prussia. A aprile 1859, n* 247.
s) Politile Preussnns, n. 237, Schleinitt alle minioni di Londra. Parigi o Pietroburgo, 31 marzo 1859.