Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; EUROPA
anno <1937>   pagina <1254>
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1254 Franco Valsecchi
della politica italiana del Piemonte, è la penisola in convulsioni, mentre la questione italiana si perde col Piemonte nei meandri della diplomazia.
Cavour ha lo sguardo fisso sull'Italia: Napoleone sulla Europa. Non può affrontare la guerra, se l'Europa gli è ostile. Deve recitare fino in fondo la parte del più conciliante: deve puntare tutte le sue carte sulla probabilità che sia l'Austria a deludere gli sforzi di Malmesbury, sulla probabilità che sia l'Austria a risponder di no all'Europa, mentre lui non ha fatto che risponder di sì. Mai questa probabilità fu così grande: non è nell'aria Vidtimatum austriaco?
Alla sera del 18 aprile, Walewski telegrafa a Londra la sua adesione. Nella notte, parte da Parigi l'intimazione a Torino: accettate. Il 19 aprile, l'Europa è informata dell'accettazione piemontese.
Malmesbury e Schleinitz si affrettano a comunicar la notizia a Vienna. Ogni ostacolo è rimosso: Torino, Parigi, Pietroburgo, Londra, Berlino sono d'accordo: non manca che Vienna. Vienna non può rifiutare una proposta che le è presen­tata dall'Europa intera. Gli svantaggi che risulteranno per l'Austria da un rifiuto, tanto di fronte all'Europa, quanto di fronte alla Germania, sono così evidenti, che è inutile enu­merarli .**
Vienna risponde annunciando l'invio dell'ultimatum al Pie­monte. Non può aderire ad una proposta che ammette la parte­cipazione della Sardegna al Congresso. La mediazione europea non è valsa ad ottenere quello che Vienna si riteneva in diritto di chiedere: Vienna ha deciso di provvedere coi propri mezzi. '
a Questo fa l'Austria, proprio nel momento in cui eravamo vicini al Congresso come non mai , commenta Berlino.3
!) Politile Preussnns, u. 310, Schleinitz a Werther 20 aprile.
2) Politile Preussens, u. 311, Werther a Schleinitz, 20 aprile; nota 3, Buoi a Roller, 20 aprile.
3) Politile Preussens, n. 306, il Principe Reggente di Prussia a Bonin, 20 aprile.