Rassegna storica del Risorgimento

RICASOLI BETTINO
anno <1937>   pagina <1257>
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Dottrina e politica ecclesiastica di Bettino Ricasoli 1257
Col Capitolato del CavourJ) non ci sono differenze sostan­ziali, ma esaminandoli attentamente si scorge che le conces­sioni del Conte sono tutte condizionate all'art. 8, dove vuole espresso il concetto che il Sommo Pontefice rinunzi al potere temporale e riconosca il Regno d'Italia; che la sua rinuncia all'ingerenza sulla nomina dei vescovi è subordinata all'istau-razione del sistema elettivo, che lo Stato inoltre si riserva un diritto di veto in casi gravi ed un diritto di presentazione per la prima volta.
Tutto ciò dimostra esaurientemente che il Cavour guardò il problema dal punto di vista politico e statuale, che auspi­cava la riforma elettiva della Chiesa in quanto questa era una garanzia per lo Stato, che era pronto a concedere purché ci fosse il corrispettivo.
Ricasoli invece non. pone condizioni, egli vuole la Chiesa libera, per il bene della religione e dello Stato, e desidera che la Chiesa rinnovata non solo conservi, ma accresca l'influenza morale per il miglioramento educativo del popolo.
Naturalmente le sue proposte non potevano essere accette dalla Curia Romana, che giudicava gli eventi da un punto di vista troppo diverso dal suo, sì da rendere impossibile la reciproca comprensione. Ma il Ricasoli, che quando si entu­siasmava non conosceva ostacoli, dopo avere mandato, per la rottura dei rapporti diplomatici con Roma, lettera e Capi­tolato a Napoleone, perchè li esaminasse e li trasmettesse al Pontefice, tempestava di sollecitazioni Costantino Nigra, ** Ministro d'Italia a Parigi, affinchè l'Imperatore prendesse posi­zione attiva nei confronti della questione romana e si risolvesse
I) Vedi nota p. 39.
a) Scriveva infatti a Nigra il 27 settembre 1861 (Lettere e documenti, voi. VI, n, 631) queste parole:
... e nuòva cagione d'irritazione produce in Italia, verso quel potere che nel recar danno alla Nazione prepara con l'ostinazione sua, orribili danni alia Chiesa... Questa agitazione rallenta la interna consolidazione, e di questo male non patisce la Francia, che pud aspettare meglio d'Italia paziente il maturarsi degli avvenimenti .