Rassegna storica del Risorgimento
RICASOLI BETTINO
anno
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1937
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pagina
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1259
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Dottrina e politica ecclesiastica di Bettino Ricasoli 1259
al momento della disgraziata azione di Garibaldi, mentre risultano storicamente infondate le accuse che gli mossero il Monitore di Genova ed altri giornali su presunti accordi di lui con Garibaldi, del quale anzi egli aveva seriamente temuto un'azione unilaterale, poiché desiderava che il Campidoglio non fosse asceso per primo e trionfalmente da altri che non. fosse il Re d'Italia. *>
Praticamente dal 1862 al 1864 la sua attività puramente politica si mantenne su questi punti:
a) cercare in ogni modo di fare uscire dallo Stato Pontificio le guarnigioni francesi;
6) tenere desta l'opinione pubblica italiana e straniera sul problema romano;
e) tentare, allora e solo allora, di far muovere il Comitato romano per una insurrezione, non dogmatica, ma semplicemente politica, che portasse Roma sotto la sovranità di Vittorio Emanuele.
La risposta a tutti questi progetti ed alla laboriosità di coloro, che, come il Ricasoli avevano tentato la via di una conciliazione morale, sulla base però del principio separatista e dell'uguaglianza di tutti i culti di fronte allo Stato, venne netta precisa e ufficiale da Roma con l'Enciclica e col Sillabo dell'8 dicembre 1864. E I fl
Nell'Enciclica Quanta cura il Pontefice, rivolgendosi ai Venerabili Fratelli, definiva empia ed assurda la dottrina che osava insegnare come per la migliore costituzione dello Stato e per il progresso civile fosse necessario che la società umana si costituisse e governasse senza nessun riguardo della religione, od almeno, senza far nessuna differenza tra la vera e le false religioni. Non pensano e non considerano, proseguiva il testo papale, che asserendo essere la libertà di coscienza e
1) Eppure Vittorio Emanuele stesso dissentiva dal Rica noli, poiché il Re voleva premettere la liberazione di Venezia a quella di Roma,
2) Sillabo dell*8 dicembre 1864 commentato da monsignor Rota, Milano, 1885.