Rassegna storica del Risorgimento

RICASOLI BETTINO
anno <1937>   pagina <1263>
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Dottrina e politica ecclesiastica di Bettino Ricasoli 1263
libera occorre che l'amministrazione civile del culto non risieda né direttamente né indirettamente nello Stato, ma che abhia l'autonomia Bua propria. Ora chi dovrebb'essere il proprietario e amministratore dei beni della Chiesa? Non il clero, il quale rappresenta la parte eletta dei fedeli, ma non ha titolo di proprietà sui beni. Il patrimonio della Chiesa è dato e formato pel bene dei fedeli e raccolto tra essi; è quindi dei fedeli e di essi soltanto .
Questo progetto risente indubbiamente e chiaramente dell'influenza di Ricasoli, che come è stato detto, era Presi­dente della Commissione Parlamentare. L'attribuzione della proprietà di tutti i beni ecclesiastici alle comunità diocesane X) e parrocchiali, amininistrate da congregazioni elettive, costi­tuiva la prima parte della riforma della Chiesa da lui propu­gnata e desiderata. Opportunamente, osserva Mario Falco 2) come
la differenza tra questo progetto e quelli successivi sia in genere sfug­gita, perché si ritrovano quasi sempre raccolti dai dottrinari tutti insieme come tentativi di sostituire l'amministrazione laica alla eccle­siastica e si citano le fabbricerie come precedenti dei nuovi organi laici, mentre è chiaro che altro è abolire tutti gli enti ecclesiastici, ignorare gli ufficiali della Chiesa e istituire come proprietari autonomi dei beni ecclesiastici le comunità parrocchiali e diocesane, altro è ordi­nare degli organi amministrativi laicali, specialmente se si mantiene in piedi la personalità del beneficio ecclesiastico.
In questo indirizzo, specie se si tien conto delle esposi­zioni e delle considerazioni precedenti di Bettino Ricasoli, a noi è sembrato ritrovare il nucleo originario del suo pensiero.
C è sì una contraddizione ed è che, mentre egli si era fatto sostenitore della Chiesa libera, asserendo che con la libertà ella si sarebbe riformata da se, ora tentava di farla riformare con una legge dello Stato. Ma questa contraddizione si può
J) L'articolo 1 del progetto suonava infatti così; La proprietà dei beni destinati al culto cattolico è riconosciuta nella comunione cattolica dello diocesi e delle par­rocchie, rappresentata da una congregazione diocesana o parrocchiale v
2) FALCO K., Il riordinamento della proprietà ecclesiastica* Torino, 1910.