Rassegna storica del Risorgimento
RICASOLI BETTINO
anno
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1937
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pagina
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1273
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Dottrina e politica ecclesiastica di Bettino Ricasoli 1273
un'idea delle tendenze del potere parlamentare, che dimostrò appunto in quell'occasione, di avere troppe preferenze per lo statu quo.
CAPITOLO IV
GLI ULTIMI TENTATIVI
14. Quando nel giugno 1866 Bettino Ricasoli fa di nuovo chiamato al Governo, dalla fiducia del Re e del Paese, per iniziare la guerra contro l'Austria, sembrò a lui giunto al fine il tempo di dare alla questione religiosa la sua definitiva e perenne soluzione, concretizzando il suo programma nella parola Libertà .J)
Si accingeva quindi a riprendere con nuova speranza le trattative con Roma, già iniziate nell'anno precedente, per opera del Yegezzi, in seguito alla richiesta formulata al Re dallo stesso Pio IX, con spirito di conciliazione sincera e di moderazione. Contemporaneamente dava tutto il suo studio e tutta la sua passione alla compilazione del progetto sulla libertà della Chiesa, che avrebbe dovuto essere il nuovo punto di partenza per la risoluzione di quei rapporti e che doveva invece essere accolto, come abbiamo visto, con tanta ostilità dal Parlamento.
Né era vero quello che molti dei suoi contemporanei e non pochi dei posteri hanno creduto, che cioè la politica del Rica-soli sia stata troppo servile all' interesse della Chiesa, troppo sensibile alla convenienza politica; forse mai come allora Bettino sentì di essere tutto sé stesso, volendo dare un'assoluta precedenza alla conciliazione fra religione e Stato, trascurando, per un momento, la questione della Capitale; e mentre
1} Lettere e documenti, voi. IX, 27 novembre 1866, ti. 887: <c II comm. Vegezzi arrivato qui ieri riparte oggi per Torino, dicendo che prima di andare a Roma vuole sentire il suo medico. Vorrei che ella lo vedesse e rafforzasse le mie parole per impegnarlo a non perdere quest'occasione, nella quale egli può essere un {strumento di cosa molto utile, tanto più che in suo aiuto trova un ministero, il cui programma è Libertà