Rassegna storica del Risorgimento

RICASOLI BETTINO
anno <1937>   pagina <1275>
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Dottrina e politica ecclesiastica di Bettino Ricusali 1275
Subito dopo conclusa la pace con. l'Austria, egli pensò essere partito migliore non parlare di Roma, ma tendere ad infondere un avvio al placido ritorno dei vescovi alle loro diocesi, dei parroci alle loro parrocchie, senza alcuna altra con­dizione per loro che quella di osservare le leggi dello Stato.x)
La rinuncia spontanea del Pontefice al potere temporale, scriveva ancora alla signora Macknight, è l'origine di una potenza morale formi­dabile, ma se egli non possa o non voglia farsi iniziatore della benefica riforma, lasci almeno che si produca dalla natura stessa delle cose.
H Papa ha diritto ad una indipendenza di Sovrano, ma senza sovra­nità temporale, il popolo Romano ha il diritto di eleggersi quella forma politica che crede migliore ai suoi interessi, tuttavia è pure possibile che il Papa mantenga un alto protettorato su Roma, o che si contenti del possesso della città Leonina. 2)
Convinto dunque di dovere, come aveva ripetutamente affermato, tentare tutti i mezzi morali per portare il Pon­tefice alla conciliazione, Bettino Ricasoli faceva partire il 10 dicembre per Roma il nuovo Regio inviato nella persona di Michelangiolo Tonello. Ma purtroppo questi arrivava in un periodo non eccessivamente propizio per la realizzazione del programma. Alte e reiterate erano infatti in quel momento le lamentele dell'alto clero per l'attuazione graduale della legge di soppressione delle corporazioni religiose, pubblicata il 7 luglio di quell'anno, alla quale era toccato proprio a lui di dare la primitiva esecuzione, mentre quasi del tutto sotto silenzio era passato il generoso invito del Governo rivolto ai vescovi ed ai parroci, perchè senza ulteriori condizioni, pren­dessero liberamente possesso dei loro benefìci.
Questa spontanea iniziativa del Gabinetto Ricasoli aveva una notevole importanza, poiché esulava dagli atti di ordi­naria amministrazione per assurgere addirittura ad un vero e proprio mutamento della politica ecclesiastica.
J) Lettere e documenti, 5 settembre 1866, voi. Vili.
2) Lettere e documenti, voi. IX, 8 novembre 1866, n. 877.