Rassegna storica del Risorgimento

RICASOLI BETTINO
anno <1937>   pagina <1280>
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Pietro Gismondi
sempre all'Italia la via di Roma. Quanto alla missione Tonello era definita dal Mancini un deplorabile errore unaÈtrana cecità, un'insensata prodigalità d'inalienabili diritti, ricam­biata da umiliazioni e sorgente forse di gravi danni e pericoli . Non si sarebbero dovuti, continuava, richiamare i vescovi allontanati, provvedere di nuovi titolari le diocesi vacanti* non si poteva, per il diritto costituzionale, senza l'approva­zione del Parlamento, rinunciare al giuramento ed aH'exequa-tur, diritti inerenti alla sovranità dello Stato . Io non dubito, concludeva nella tornata dell'I 1 luglio il Mancini, che il pre> cedente sistema, da noi dimostrato pernicioso ed anticostitu­zionale, come già fu condannato dal voto della Nazione, troverà ancora nel vostro voto su cruesta legge novella riprovazione . Dopo di lui il Ministro Ferrara, ribadendo gli stessi concetti, si scagliò contro la politica del precedente ministero, riferen­dosi specialmente alle trattative del Tonello che avevano leso, secondo lui, le regie prerogative in materia ecclesiastica, ed osservando che la rinuncia aWexequatur ed al giuramento, davano ad intendere come l'ainniinistrazione Ricasoli fosse stata la meno liberale di tutti i cessati governi.
Il Barone, che pure avendo trovato nei deputati Borgatti e Cordova dei validi difensori della sua politica, avrebbe potuto chiedere la parola per diversi fatti personali, si mantenne, com'era suo costume, completamente silenzioso di fronte alle gravi e violente accuse che gli venivano mosse e solo il 15 luglio si decise a rispondere per lumeggiare con dignità i principi della sua precedente politica. Dopo avere dichiarato che le trattative concluse dal Tonello non avevano intaccato né le prerogative della Corona né le leggi dello Stato e che il Governo, pur avendo rinunciato al giuramento, non aveva rinunciato al diritto di presentazione ed indirettamente alla garanzia àeWexequalur per l'immissione nei benefici, esclamava?
Mio intendimento era di facilitare la soluzione della questione romana, separando nettamente la questione politica dalla questione