Rassegna storica del Risorgimento

RICASOLI BETTINO
anno <1937>   pagina <1281>
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Dottrina e politica ecclesiastica di Bettino Ricasoli 1281
religiosa e sbarazzando quella da questa. Imperocché nella questione Romana io ho veduto e vedo un duplice aspetto. Vedo additarsi in essa i diritti delle popolazioni e i diritti della nazione, vedo agitarsi altri inte­ressi che escono dal perimetro della mia nazione: gli interessi cattolici. Io ho avuto in mira, e abbiamo avuto in mira, per quanto era possibile di fare in modo che la dignità e i diritti di quelle popolazioni e della nazione non potessero essere mai compromessi. Abbiamo pertanto cre­duto, che, mostrandoci solleciti, giusti, tolleranti, di rimpetto alla Chiesa per gli interessi generali, cioè cattolici, avremmo levato di mezzo qua­lunque motivo per reclamare dal Governo Italiano un'opera che non fosse d'accordo con gli interessi nazionali; avremmo evitato, in una parola, che il Governo Italiano fosse chiamato a sedere intorno a un tappeto verde per discutere sulla questione romana .
E più oltre: Era una politica di concordia che veniva inaugurata sotto il principio della libertà, della giustizia, cioè della legge comune. Noi abbiamo poi creduto conveniente dimostrarci arrendevoli, ma giusti, pur non sacrificando alcuna delle prerogative dello Stato laico; e con questo metodo noi eravamo persuasi di apparecchiare e facilitare la soluzione della questione romana.
Poiché, escluso che si possa andare a Roma con la forza (e se ne avranno l'abilità di condurci a Roma con la forza e assicurarvici, badino, una tranquilla permanenza, sarò il primo ad applaudire; ma la Camera non ha mostrato fino a questo giorno una simile opinione), noi abbiamo creduto che fosse mestieri risolverla con i mezzi morali e questi adope­rare man mano che se ne mostrasse la opportunità e la convenienza. Togliendo dimezzo la questione spirituale abbiamo creduto che col tempo si sarebbe resa più facile la soluzione della questione politica e civile .
Per il Ricasoli il Ministero del 1866-67 costituì il vero punto di arrivo di tutto il suo programma di pensatore e 'di politico, avviato gloriosamente col richiamo del Vescovi e la missione Tonello e compiato (sono parole sue) con la presentazione della legge sulla libertà della Chiesa. Né si può fare a meno di ammi­rare la tenace volontà di quest'uomo, il quale deciso a realiz­zare, anche per la Chiesa cattolica, la piena libertà, dopo avere superato prove e; tormenti materiali e spirituali di non lieve entità, aveva creduto fosse giunto il sospirato momento, aveva creduto fossero maturi gli eventi e perciò aveva proposto non