Rassegna storica del Risorgimento
RICASOLI BETTINO
anno
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1937
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pagina
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1286
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1286
Pietro Gìsmondi
Passa poi a criticare aspramente la circolare del Ministro della Giustizia, che offriva ai vescovi i mezzi di provvedere al mantenimento della Santa Sede con tutti gli unici e istituzioni, chiese ed enti morali annessi, il che dimostra da un lato che Ricasoli manteneva come sempre fede alle sue originarie direttive, che il Ministero cominciava fin d'allora, con un atto chiarissimo, a denunciare il principio tanto decantato della Chiesa libera.
E successivamente il Barone, nelPincitare l'amico Borgatti perchè formulasse e preparasse un progetto di legge, gli rammenta il principio della separazione, che doveva lasciare all'Associazione religiosa la facoltà di ordinarsi temporalmente secondo la sua volontà, in quanto che per Chiesa sia intesa la comunione dei fedeli, cioè laicato e sacerdozio . Passando poi alla questione della persona del Pontefice egli esclama:
Si può spingere il principio di separazione quanto si vuole, ma dobbiamo fermarci, mi pare, davanti la persona del Papa e stabilire quali sieno le sue prerogative d'onore e d'indipendenza.
Ma aggiunge sempre nella stessa lettera, che sembra contenere le direttive per un progetto di legge, che bisogna cercare di evitare le obbligazioni le quali sarebbero impegni per noi intollerabili un giorno e
mezzi al Papato per non progredire coi tempi. H Papato, come ogni istituzione sociale, deve essere costantemente capace di trasformare sé stesso secondo il pensiero religioso dei suoi seguaci e per ottenere questo e d'uopo non vi sia alcuna intrusione del potere politico di alcuno Stato e nessuna convenzione di natura estranea alle ragioni d'una società religiosa.
Dunque il nucleo logico delle sue idee è sempre più. o meno direttamente rivolto al Capitolato del 1861 e ai due noti progetti:
a) associazione religiosa interiormente indipendente;,
b) Pontefice garantito nelle sue prerogative d'onore e d'indipendenza;