Rassegna storica del Risorgimento

RICASOLI BETTINO
anno <1937>   pagina <1292>
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1292 Pietro Gismondi
Del pari lontani furono a Ricasoli gli altri che erano, come è noto, uomini preclari,1) ma non così idealisti e nemmeno così rigidi ed entusiastici attuatoli del loro sistema dottrinario, pronti in pratica a farsi una ragione delle necessità politiche, ad essere abili manovratori del sistema parlamentare.
Bettino invece chiuso come un solipsista nel suo piccolo castello d'idee, poche ma profondamente radicate, cattolico, liberale, ma in fondo tradizionalista, autoritario e quindi un po' predicatore, fa proprio, corno felicemente lo ha definito il Falco, nobilmente disadatto a quelle lotte.
18. Negli anni seguenti continuò ad essere intimamente persuaso della inevitabilità di serii sconvolgimenti, che avreb­bero dovuto aiutare il ritorno delle menti alle verità inconcusse di morale e di religione, il cui abbandono, diceva, trae seco la debolezza delle istituzioni e conseguentemente degli Stati... .2)
Partecipò ancora alla discussione dello schema di legge per la soppressione delle Corporazioni religiose nel territorio di Roma e presentò anche un emendamento, che salvò dalla crisi il Ministero Lanza.
1) Le parole pronunciate alla Camera 1* 11 marzo 1871 dal Minghetti uno dei pochi convinti zelatori del sistema separatista, confermano, in certo guai modo, il nostro puuto di vista. Io comprendo perfettamente, diceva il Minghctti (Atti parla­mentari, tornata 11 marzo 1871) quei magistrati antichi i quali erano nel fondo della anima convinti della verità, della religione cattolica, ne osservavano le pratiche minu­tamente e passavano poi il tempo loro a condannare dei vescovi e dei preti per appello ab abusa; io li comprèndo, ma non comprendo in voi uomini moderni questo miscu­glio d'incredulità e di riverenza, di rispetto e di paure, di libertà e d'ingerenza; sif­fatto sistema non è il sistema del passato e non è quello dell'avvenire, non ha nes­suna ragione che lo giustifichi e lo sostenga. Potranno antichi pregiudizi e moderni rancori allontanare il trionfo di questa causa ancora per qualche tempo, e forse adesso noi in questa questione (la portata degli articoli 16 e 17 della legge delle guarentigie) saremo vinti e rimarremo minoranza; ma non verta perciò meno la nostra fede nello avvenire, anzi la nostra certezza, che se la civiltà non indietreggia, dovrà attuarsi indubitatamente nel mondo la separazione dello Stato dalla Chiesa nella connine libertà. Adunque l'esito finale non è dubbio; noi non abbiamo altra scelta se non quella del tempo, ed il problema che vi si pone, o signori, è solo questo: volete essere i primi,. o volete essere gli ultimi?;
2) Lettere e documenti, voi. X, 1 agosto 1872, n. 1074.