Rassegna storica del Risorgimento

RICASOLI BETTINO
anno <1937>   pagina <1296>
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Pietro Gismondi
e laboriosa vita di Brolio e lo attrasse enormemente quando egli cominciò a studiarlo sulla base del valore etico ed educativo della dottrina cristiana.
Non si può escludere, che in quel tempo, la sua coscienza non subisse una crisi d'indole religiosa, come non si può esclu­dere una certa sua simpatia per il protestantesimo, che gli dovè sembrare più aderente allo spirito evangelico. Manca, come s'è detto, fino ad oggi la possibilità di provare con certezza, attraverso l'epistolario inedito, conservato con geloso riserbo, questa che resta, per ora, un'astratta impressione.
Ma non c'è dubbio che superato questo periodo, il Barone, specialmente dopo il viaggio in Svizzera, quando si accorse che il protestantesimo aveva ,} le stesse piaghe del cattolicesimo, anche più profonde, senza averne la semenza vitale , ritornò con più decisa convinzione alla religione cattolica, adoperandosi per il miglioramento e l'elevamento morale di essa, attraverso una riforma, non dogmatica, ma semplicemente organizzativa, ispirata ai principi di libertà.
Se la Chiesa si fosse riformata ed avesse pertanto rinunciato al potere temporale e deferito la nomina dei vescovi e dei par­roci alle Comunità dei fedeli (laici e chierici) Ella si sarebbe, senza dubbio, sanata, avrebbe riconquistato completa la sua originaria purezza, la sua dignità ed avrebbe potuto aiutare, prevenendo con la sua influenza morale i traviamenti e le aber­razioni, il libero progresso degli Stati e dei popoli.
Questa la dottrina alla realizzazione della quale egli lavorò, con entusiasmo e con fede, sin dal primo istante del suo ingresso in Palazzo Vecchio, quando presentò al Ministro Cempini il noto memoriale.
Le tendenze di nazionalità e di indipendenza, ispirate al concetto della libertà e della moralità dei popoli, trovarono in
J) Lettere t documenti, voi. II, n. 187.