Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; MONTANELLI GIUSEPPE
anno <1937>   pagina <1306>
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1306 Ugo Mondello
Partito da Pisa, probabilmente nelle prime ore del 22 marzo, si soffer­mava il giorno stesso a Massa; questa sua prima tappa era indispensa­bile: la Lunigiana, ribellatasi al Ducato di Modena ed in piena rivolu­zione, doveva essere indirizzata nell'atteggiamento che doveva prendere ai uni del movimento unitario. Da Massa egli si porta a Genova dove vi giunge il 23. H 27 è a Milano a contatto con i membri di quel Governo Provvisorio. Il 31 è a Brescia e il 5 aprile nel Trentino ove lancia un proclama infiammante.
Per qualche tempo Brescia è la sua sede; di qui scrive, di qui manda messaggi, e fa di Brescia il eentro della sua azione, sia per attrarre il Trentino alla causa Nazionale, sia per organizzare i volontari che devono agire nel Tirolo. Montanelli, che Pll aprile è a Tione, conquista in breve tutta l'anima tirolese alla causa italiana. Le frequenti scorrerie nel Trentino, che lo misero più volte al rischio della vita, la sua parola calda e suadente, il suo fine tatto politico, trionfarono su tutti gli ostacoli; e l'opera del Montanelli, forse tutt'ora non troppo cono­sciuta e apprezzata, ebbe influenza grandissima sulla diffusione del sentimento nazionale in una regione più delle altre soggetta al dominio austriaco.
Compiuta la missione nel Trentino lo troviamo il 27 a Cremona e il 1 maggio fra le file dei volontari al campo di Curtatone. Da questo momento la sua attività politica cede a quella militare: Montanelli combatte come un soldato anziano e combatte da eroe; ferito e cre­dendosi ormai finito, fu dato infatti per morto, chiese al Malenchini la testimonianza che egli moriva nel compimento più puro del suo dovere.*)
L'Epistolario con la Parrà, che riassume un periodo di grande atti­vità dell'agiatore toscano, rivelandoci, attraverso le confidenziali nar­razioni, tutto il suo intimo pensiero e, con gli accenni agli episodi poli­tici e militari, di cui è parte in causa, particolari e giudizi sui fatti e sulle persone, apporta un contributo non trascurabile all'indagine sto­rica di quei periodo più agitato e contrastato del nostro Risorgimento, ma in cui, tra le incertezze e le divergenze dottrinarie e programmatiche, si delincava nettamente l'Unità Nazionale.
J) La presunta morie del Montanelli fu commemorata da Giuseppe Mazzini, da Giuseppe Arcangeli, da Pio Bandiera (Cfr. MAZZINI G., Giuseppe Montanelli* in Popolano, 8 ghigno 1848, p. 46 e Xtalia, n. 97, 6 giugno 1848T p. 388; GIUSEPPE AHCANGELI, Discorso pronunziato ai funerali svoltisi a Prato per i prodi toscani morti sul campo, in Rivièta di Firenze., ann. IV, n. 58, 7 giugno 1848; BANDIERA PIO, Elegia, in Rivista di Firenze, ann. IV, n. 57, 5 giugno 1848).