Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; MONTANELLI GIUSEPPE
anno <1937>   pagina <1309>
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Epistolario di Giuseppe Montanelli, eco, 1309
Di qua dagli Appennini non e"è dunque più nulla da fare. Anche in Lombardia par tutto finito di inodorile mi pare che i Volontari non abbiano pia ragione di prose­guire. In ogni caso se a Sarzana avrò informazioni più esatte e se vedrò che l'avanzarsi dei Volontari p. la Lombardia possa ancora essere utile, lo scriverò.
Addio; siate tranquilla, la mia coscienza mi chiama ora là dove deve costituirsi l'Italia futura senza l'impaccio dell'Italia passata. Tornerò più presto che posso.
Lettere II e III.
Le due lettere che seguono, datate da Sarzana il 23 marzo, modifi­cano l'opinione espressa nella precedente del 22 intorno alla partenza dei Volontari toscani per la Lombardia: in queste dà anzi consigli sul­l'opportunità che i volontari toscani proseguino da Parma direttamente per Milano. Nell'ultima delle due lettere, scritta alla mezzanotte del 23, annunzia alla Parrà la sua partenza per Genova nella mattina del 24.
Sarzana, 23 marzo.
Leggerete il Bullettàio di Milano. Si battono e vincono. Mi pare che i volontari dovrebbero proseguire per Parma alla volta di Lombardia. In questo momento una notizia verbale dice che l'artiglieria piemontese ha trionfato di Milano. Vi scrivo mentre il corriere è qui p. partire.
Massa 23 marzo, mezzanotte.
Di Milano non si sa nulla di certo. Ma forse le notizie di F... sono posteriori. Fiviz-zano e Pontremoli hanno fatto la loro rivoluzione. A Parma scrivono che il duca ha fatto un manifesto dove promette tutto quello che vogliono. Parto domani mattina p. Genova. Credetemi....
Lettere IV e V.
Al suo soggiorno genovese si riferiscono le lettere quarta e quinta dell'Epistolario, la prima in data del 24, la seconda del 25 marzo. A contatto degli avvenimenti e degli uomini politici genovesi e piemon­tesi il Montanelli ci rivela, attraverso la cronaca dei fatti, particolari
presieduto da Giuseppe Mulinasi, segretario Minghelli, si legge infatti: 12 Governo Prov­visorio si costituisce sotto la protezione e garanzia dei principi confederati italiani. Va tenuto perù presente che la lettera del Montanelli è anteriore alla deliberazione del Governo Provvisorio, ma non è improbabile che le voci corse abbiano dato in un primo tempo la versione riferita dal Montanelli. La stessa inesattezza si rileva sugli avveni­menti di ParmarìI Duca Carlo II di Borbone, il 20 marzo lasciò Parma e nominò una reggenza affidata al conte Luigi Sanvitale, al conte Girolamo Cantelli, agli avvocati Francesco Maestri, Pietro Gioia e Pietro Pellegrini, ma il popolo si mostrò contrario finché VII aprile il Consiglio dei Cento Anziani, decretò la decadenza del prìncipe e la costituzione di un governo Provvisorio composto del conte Ferdinando De Castagnola, conte Gaetano Can tinelli, conte Luigi Sanvitale, prof. Pietro Pellegrini, aw. Ferdinando Maestri, canonico Giovanni Carlctti e Giuseppe Band ini. (Atti del Governo Provvisorio di Modena, Decreti del Duca di Parma, Deliberazioni degli Anziani dell' 11 aprile 1848).