Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; MONTANELLI GIUSEPPE
anno <1937>   pagina <1312>
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1312 Ugo Mondello
II Vìva l'Italia e il Viva Pio IX orano i gridi dominanti dovunque son passato Oggi qui si fa un'adunanza in casa Doria dove si riuniscono i migliori rimasti nella città e penseranno a provvedere lavoro agli operai che per le circostanze attuali no mancano.
Io sto benissimo di salute. Il corpo non si sente quando tutta l'anima è in azione. Vi riscriverò domani di qui e poi da Milano.
Genova 26 marzo.
Parto a momenti per Milano. Il proclama di Carlo Alberto è stato accolto con gran freddezza. Dicono che anche il popolo lo abbia stracciato. Radctzki è con 14 mila uomini a Lodi. Ho veduto ima lettera di Milano. Fanno stupire le prodezze di quel popolo. Le donne e i ragazzi si son battuti come leoni. Queste sono le ultime notizie. Pregate Dio perchè otteniamo presto vittoria completai Io non ne dubito punto. A Vienna le cose erano tranquille. L'imperatore, dopo dato la costituzione, è stato molto applau­dito. Questa cosa potrebbe nuocere alla causa italiana. Però bisogna non perder tempo e stritolare queste forze che ha ora l'Austria nel regno LombardoVeneto prima che ne possano venir delle nuove. Vienna si è pronunziata col vescovo alla testa.
Lettere VI e VII
Il Montanelli giungeva a Milano il 27 e di là scrive subito alla Parrà per manifestarle la viva emozione per trovarsi in quella città da cui era uscita trionfante la libertà italiana . Sunteggiandole la cronaca degli avvenimenti che lo avevano preceduto, mette in evidenza, confer­mandoci il suo pensiero politico, che il nome di Pio IX è popolare a Milano. Ma più ricca di particolari e di contenuto politico è la seconda lettera milanese del 28 marzo, in parte pubblicata nel giornale L'Italia di Pisa. Fra i particolari meno ricordati si legge la notizia che egli dà intorno al generale Schonhals, aiutante di Radetzki, che avrebbe voluto il bombardamento di Milano. Più che per la cronaca, che si aggira intorno a fatti più o meno noti e riferiti talvolta con l'incertezza del momento, la seconda lettera milanese è importante perchè ci fa conoscere il giu­dizio del Montanelli sullo svolgimento degli avvenimenti e per i chiari­menti che egli dà sui contrasti che in quei giorni agitavano i gruppi poli­tici lombardi e il popolo milanese. La proclamazione della repubblica a Venezia non è ben vista dal Montanelli: l'agitatore toscano, riportan­dosi anche alle impressioni locali, teme che il ritorno alle forme del pas­sato possa condurre alla creazione di repubbliche medioevali facili a scivolare nel separatismo regionale. Sulla polìtica di Carlo Alberto, attraverso l'impressione di episodi locali, quali la fredda e quasi ostile accoglienza fatta dai milanesi ai soldati piemontesi, il Montanelli ritrae l'intimo pensiero del popolo. I milanesi, annota il Montanelli, non vedono di buon occhio l'intervento del Piemonte, che dà tutta l'impressione