Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; MONTANELLI GIUSEPPE
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1937
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1320
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1320 Ugo Mondello
baccano che non mi permette di scrìvere con tranquillità tutto quello che vedo e che sento. Ma poi come rendere la commozione che si prova in questi momenti? Esser in Lombardia, a Brescia, colle reliquie del nostro oppressore a breve distanza, colla certezza della vittoria, colla memoria di tutto quello che abbiamo sofferto e che abbiamo fatto per affrettare l'emancipazione della nostra Patria, pensare che qualche giorno fa predicavo in favore della Lombardia dal mio terrazzo, e ora son qui ad assistere allo scioglimento di questo gran dramma... la parola non mi seconda per dire tutto quello che provo. *) Viva VItalia! Viva Pio IX!
Stanotte abbiamo dormito in un corridoio di un Seminario sopra dei lettini di seminaristi e tutti vestiti. Stamani cerchiamo qualche stanza perchè ci tratterremo qui finché le sorti della guerra non ci chiamano altrove. Io sto benissimo. Si è unito a noi un giovane toscano un certo Moretti che incontrammo a Milano. 2) Non potete immaginare che effetto fa su questi buoni lombardi il sentire che anche dalla Toscana sono venuti volontari al loro soccorso. Mi si dice che l'Ungheria si sia dichiarata indipendente, ma le notizie che abbiamo qui sono tutte incerte meno quelle Bullo stato dell'armata nemica. Non sappiamo più nulla di Toscana, e noi nella fretta della partenza ci scordammo di lasciar detto a Milano che ci mandassero le lettere. Seguitatele a scrivere là.
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P. S. Mi sono presentato al Governo Provvisorio, h composto di brava gente, hanno mostrato gran piacere che anche la Toscana corra in Lombardia. Mi hanno mostrato una lettera scritta stamani da quel buffone di Radetzki al generale Schonhals che è qui a Brescia. Parla del diritto delle genti violato, dice che se il generale non è restituito egli la farà pagare cara ai bresciani perchè ha un esercito di 100 mila nomini! Bugiardo! Si sa certo che appena, appena, il suo esercito arriva a 16 mila. Sono alle porte della città i piemontesi. Andiamo ad incontrarli.
Brescia 1 aprile.
Dalla lettera di Torino e di Gigi saprete tutte le notizie che vi potrei dare anch'io. Le truppe piemontesi che dovevano arrivare ieri sera sono arrivate in questa mattina. La popolazione le ha accolte con entusiasmo in mezzo ai gridi Viva l'Italia, Viva Pio IX, Viva i nostri fratelli . Ho veduto sfilare sulla piazza il reggimento Pinerolo Immaginate che cosa ho provato! Domani parto per il Tirolo. Si credette che là si era manifestata l'insurrezione. Ma non è vero. Vi è agitazione, ma non si è ancora pronunziata. Io vado là di concerto anche col Governo Provvisorio di Brescia, per tentare di decidere quei montanari che hanno in mano le sorti d'Italia a dichiararsi per noi. Speriamo che mi riesca. Il re di Piemonte col figlio è a Cremona. La battaglia
1) 11 discorso a cui accenna lo tenne a Firenze in Piazza S. Marco la sera del 17 marzo, giorno della concessa costituzione toscana. (Cfr. Giornale di Firenze del 17-18 marzo 1848).
2) Moretti Enrico, nobile toscano con titolo comitale, ardimentoso e bizzarro, amante di libertà, al primo annunzio della rivoluzione di Milano accorse in Lombardia, partecipando alla campagna del Tirolo; dopo la ritirata dei Corpi Franchi si immischiò col Fransi nelle file dell'esercito piemontese e in quelle dei volontari, ma senza arruolarsi né con gli uni, né con gli altri, e senza vestire alcuna divisa, ciò che lo espose, col Frasai, a rischi maggiori e al pericolo di essere scambiato per spia. Fu deputato per la Circoscrizione di Signa, nell'Assemblea Toscana del 1859. Di lui ne parlano il Ma ver e il Vannncci (Cfr. ATTO VÀNNUCCI, op. cit.).