Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; MONTANELLI GIUSEPPE
anno <1937>   pagina <1322>
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1322 Ugo Mondello
C... 5 aprile.])
Fui ieri a Trento. Mi trattenni solamente dne ore per la ragione che vi dirò; stanotte ho dormito in un piccolo villaggio alla distanza di cinque o sei miglia da Trento. Un movimento spontaneo in Trento è impossibile. Vi è una aristocrazia tutta austriaca. Il castello è guardato da 1400 uomini. A Bolzano il viceré ha fissato la sua residenza, e di là fa una propaganda contro di noi. Cerca di commuovere le popolazioni del Tirolo tedesco contro gli italiani, manda fuori proclami, ed ha seco quel mostro di Torresani. 2) Ieri era in Trento un Commissario Imperiale incaricato di assicurarsi della popolazione. Importa molto che queste chiavi d'Italia siano nostre; perciò quello che non si può ottenere da movimenti spontanei, cercheremo di otte­nerlo con forza esterna. Io torno per dare ordini ai corpi franchi di avanzarsi più. numerosi che possono. Ho fatto un proclama, che qui trascriverò e che potrete far ristampare ne L'Italia.3) La provvidenza ci assiste. Ne ho le prove anche a riguardo mio. Se la vita che faccio da quattro giorni la facessi a Pisa sarei morto quattro volte e invece mi sento bene. Ieri da Tione a Trento venni a cavallo, e sempre con un'acqua dirotta. Ero fradicio come se fossi stato in un bagno, e non avevo da mutarmi. Vicino alla porta della città smontai da cavallo per non aver l'aria di forestiero e colsi un momento in cui le guardie di polizia che stavano alla porta mi parevano distratte per passare con tutta 1* indifferenza. Ma appena ho fatti pochi passi, tua guardia mi corre dietro e mi domanda il mio passaporto. Io rispondo che vengo di Lombardia dove non ci sono più passaporti e che ho lettere per persone stimabili le quali avrebbero garantito di me. La guardia replicò che starà tutto bene, ma che intanto mi arresta per condurmi alla polizia. Figuratevi che momento! Avevo carte da farmi condannare allo Spielberg a vita. Unitamente alla guardia di polizia ci era la guardia civica. Ebbi, non so come, 1* ispirazione di dire alla guardia di polizia: Con voi non voglio venire, ma and ero con la civica. Lo dissi contale tono di superiorità che cederono, e un civico si incaricò di accompagnarmi fino al corpo di guardia vicino. Appena fui solo con lui gli dissi : a l'aspetto mi sembrate buono e italiano. Io sono italiano, faccio parte dei corpi franchi che sono in Lombardia. Alla polizia austriaca non posso rendere discarico di me, ho una lettera per il Sg. N...4) Questo bravo
1) Probabilmente Condino.
2) Carlo Giusto Torresani, barone di Lanzelfeld e Camponero (n. a Cles, Tren­tino, il 15 febbraio 1780, m. 1852). Direttore generale della polizia a Milano, fu abile e terribile persecutore dei patrioti italiani; apprezzato da Metternick fu l'uomo di fiducia di Radetzld, a cui consegnò, per il capestro, un gran numero di cospiratori Lombardi.
3) II proclama di cui parla, divulgato da un foglio volante stampato il 5 aprile, fu pubblicato ne L'Italia, n. 75 del 15 aprile 1848. Il proclama montanelliano, fu il primo incitante alla rivolta contro l'Austria, perchè quello dell'Allcmandi fu posteriore portando la data del 7 aprile. (L'Italia, Pisa, 15 aprile, 1848, p. 249).
4) La persona indicata con N. è probabilmente il sig. Paolo Najmur a cui il Montanelli era stato presentato dal sig. G. Bonoris di Mantova con cui era legato da vincoli di amicizia. Dopo il fatto d'armi di Cintatone, quando il Montanelli lasciò Man­tova per esser condotto prigioniero ad Insbruck, il Bonoris lo munì di una carta di cre­dito per alcuni banchieri o persone facoltose. Fra queste figura il sig. Paolo Najmur come rilevo da un cimelio montatuilKano, La relazione tra il Montanelli e la famiglia Bonoris doveva concludersi, a quanto sembra, nello sposalizio tra il Montanelli e la figlia Bonoris (Cfr. Commendatizia e credenziale Bonoris, 16 luglio, 1848 e Carteggio Montanelli-Turchctii. Mas. Archivio Mondello).