Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; MONTANELLI GIUSEPPE
anno
<
1937
>
pagina
<
1323
>
Epistolario di Giuseppe Montanelli, ecc. 1323
civico senza nessuna esitanza mi rispose: capisco I faremo cosi. AI corpo di guardia a cui dovrei consegnarlo dirò che mi ha pregato di indicargli ove sta il Sg. N... che mi sono offerto a condurvelo . Di fatti così disse, se nonché il capoposto non volle che egli, essendo in fazione, deponesse il fucile, e incaricò un altro di accompagnarmi. Raccontai al Sg. N... l'accaduto. Dopo aver parlato dell'occorrente mi consigliarono a partire e di notte fui condotto al luogo da cui vi scrivo. Ora sono sicurissimo, ma nel fatto di ieri vedo proprio la mano divina. Queste valli le ho tutte disposte a secondare il movimento. La presenza di un italiano di Toscana ha fatto molto bene. Ma che luoghi per la difesa nazionale 1 Si difendono con le pietre. Ieri mi dicono che si sentiva un gran cannoneggiamento dalla parte di Voghera. Questo mi farebbe supporre che i piemontesi si fossero attaccati col nemico. Dio voglia che la battaglia sia stata favorevole. Non ne posso dubitare. Io non so ancora se tornerò a Trento coi corpi franchi o se prenderò un'altra direzione. Vi scriverò sempre dai luoghi dov'è posta.
Lettere XIII e XIV. I M I
Altra lettera che chiarisce molti punti tutt'ora oscuri sulla partecipazione del Tirolo alla causa italiana e sull'azione svolta dal Montanelli, è questa 13a datata da Brescia. Dalla lettera veniamo a sapere che il 7 aprile (data della lettera) lo stato maggiore dei Corpi Franchi faceva il suo ingresso trionfale a Condino. mentre dal contenuto della 14a si può fissare con esattezza il giorno 8 aprile quale quello dell'inizio del* l'azione dei Corpi Franchi nel Trentino. Importante nei confronti di Carlo Alberto sono le impressioni raccolte dal Montanelli: la posizione del re di fronte al popolo gli risulta alquanto migliorata: Carlo Alberto comincia ad avere un partito cosi egli scrive ma aggiunge che nessuno nel bresciano ha ancora acclamato al re neppure quando arrivò
a Brescia l'esercito piemontese.
Brescia 7 aprile.
Torno a Brescia per informare il Governo Provvisorio dello stato del Tirolo. Domani partiranno tre o quattromila volontari. Anch'io tornerò da quelle parti. Dopo una vita di cinque giorni sul terreno nemico, non vi so dire che consolazione ieri provai con la vista dei nostri. Trovai una compagnia che si era già mossa dietro il mio avviso e stava al confine. Lo stato maggiore s'avanzò nella prima città Tirolese (Condino) dove già avevo disposto gli spiriti, e inalberarono le bandiere tricolori con l'assenso dell'autorità che si unì spontaneamente a noi. Il primo passo è fatto. Speriamo che il movimento riesca fino al confine. Avrete ricevuto una lettera che mandai a Trento perchè fosse impostata per Pisa. Da quella avrete saputo la mia avventura, e come sono salvo per miracolo. Nella mia gita nel Tirolo ho fatto propriamente da cospiratore. Mi facevano entrare nelle case di notte. Là s'avviavano le persone che dovevo vedere. Tutto era mistero. In un piccolo borgo ho tenuto un'adunanza di preti, e li li ho conosciuti tutti per noi. In un altro luogo mentre lasciavo la locanda un giovane gigantesco che non- so come avesse potuto indovinare lo scopo del mio viaggio mi si avvicina e mi sussurra nell'orecchio: Che vangano presto: siamo 60 tutti armati*. La vita dei Corpi Franchi è poi la più. bella vita del mondo. Si