Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; MONTANELLI GIUSEPPE
anno <1937>   pagina <1324>
immagine non disponibile

1324 Ugo Mondello
trovano: bravi giovani, ') che si so battuti comò demoni nella città, che ci mostrano chi una sciabola, chi un fucile portati via ai tedeschi, e credono di non aver fatto niente se non hanno ferite. Ieri un bresciano che si distinse molto nella rivoluzioni; di Brescia, mi diceva: Vede, io non porto la medaglia di Pio JX, non Vho ancora meritata. L'armata austrìaca ha lasciato le sue posizioiu, e si è ritirata tutta verso Verona e Mantova. Pare che Carlo Alberto voglia aggredire e da un momento all'altro si aspetta la bat­taglia. Dicono che Radetzki e gravemente ammalato. Le lettere mie le hanno mandate a Trento. Che condanna è questa per me. Pietro, Gigi si sono già riuniti ai Corpi Fran­chi e credo che li troverò nel Tirolo. 2) Mentre vi scrivo tutto il popolo accorre per una dimostrazione. Il delegato fu arrestato in un caso particolare* e lo vogliono nel castello. Carlo Alberto ha mostrato una profonda avversione per i Corpi Franchi. Ho viaggiato con un tempo orribile, sempre. E nullndimcno sto bene. Così potessi sapere come state voi. Scrivetemi a Brescia, che lascierò qui alcuno incaricato di spedirmi le lettere-Brescia 8 aprile.
Parto per la spedizione del Tirolo. Mi sono montato da guerriero da montagna. Ison mi par vero di tornare a Trento per ringraziare quel bravo civico a cui devo la libertà e forse la vita. 3) Io spero che questa spedizione del Tirolo andrà benìssimo. I Volontari sono animati dal più grande ardore. Il mio proclama è stampato. Se ci riesco a piantare la bandiera tricolore sul confine naturale dell'Italia, che bella sod­disfazione. Qui, oggi, si aspettava una battaglia, ma non c'è nulla di nuovo. Carlo Alberto è ad Asola. L'esercito nemico è sulla sponda sinistra del Mincio. I poveri veronesi sono orridamente trattati. Ho veduto una lettera di Verona che fa piangere. Invocano a braccia aperte la redenzione e spero che non tarderà. Carlo Alberto fa dei proclami e comincia ad avere un partito. Ma è ancora poca cosa. Forse se darà una battaglia e riporta una vittoria strepitosa vi saranno evviva per lui. Per ora non ho mai sentito gridare Viva Carlo Alberto neppure quando l'esercito piemontese faceva bella mostra di sé.4)
H tempo seguita ad essere pessimo. Piove sempre. A tutto si fa l'abitudine ed io Comincio a farla alla pioggia e per ora non ne risento punto. Neppure stamani vostre lettere!... che vuoto è per mei Parto a momenti ed ho ancora da provvedermi di diverse cosette per la montagna.
*) In questo passo l'originale ha parole indecifrabili che fórse dovevano essere cassate, poiché il discorso torna, sopprimendo le dette parole. (IV. delVA.).
2) Sottintendi: Pietro Parrà e Luigi Fan toni, e cosi di seguito.
3) Il Montanelli nelle sue À'temoric ricorda con affetto il civico di cui parla nella lettera da Condino del 5 aprile. U Montanelli uso ad annotare i più minuti particolari delle sue vicende politiche non si sarà dimenticato di scrivere anche il nome del suo sal­vatore, ma per prudenza non lo ha ricordato nelle sue Memorie. Anche dallo spoglio dei suoi libretti di appunti* ora in Archivio Rosselli, uon mi 5 occorso trovare alcun accenno al nome del civico. (iV. dell*A,),
*) Carlo Alberto non godeva, effettivamente, tutte le simpatie dei Lombardi. Gli si faceva carico di essere slato restio nel concedere la Costituzione. Secondo alcuni pubblicisti quella concessione non fu un moto spontaneo, ma un atto a cui fu costretto per la crescente pressione popolare nel reclamarla. Altra ragione della scarsa simpatia per Carlo Alberto fu il tardivo intervento dell'esercito piemontese per la liberazione della Lombardia. Il Piemonte, nel pensiero dei liberali di sinistra, era intervenuto soltanto dopo che il popolo aveva eon le sue forze e col proprio sacrificio cacciato lo