Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; MONTANELLI GIUSEPPE
anno <1937>   pagina <1327>
immagine non disponibile

Epistolario di Giuseppe Montanelli, ecc. 1327
disordine.1) Quei paesani si sono sentila esposti alla vendetta austriaca ei più compromessi sono fuggiti. Ieri vidi i miei amici di Tione ohe mi facevano pietà. Una nuova depu­tazione tirolese si è portata al campo e si dice che abbia ottenuto dal re una truppa rego­lare. Ài volontari per ora sarebbe impossibile di presentarsi di nuovo in Tirolo. Si sono fatti cosi scorgere presso quellepopolazioni e sarebbero trattati alla pari degli austriaci. Fate sapere tutte queste cose a Mazzini. È indubitato che per Carlo Alberto è un grande elemento di forza di impadronirsi dello porte d'Italia e l'avere per se tutta Li popola­zione tirolese, che appena si presentino le sue truppe lo saluterà come suo redentore. Frassi, Gigi e Moretti sono di ritorno. Abbiamo saputo le loro nuove e li aspettiamo a Brescia.2) Io sono quasi deciso di portarmi al campo per unirmi ai toscani. Qui per ora, militarmente, non avrei nulla da fare.
D'altronde sento che mancherei a me stesso rinunziando alla partecipazione dei pericoli e portarmi a Milano per far lo scrittore. Siamo in tempi nei quali il silenzio accompagnato al sacrificio molte volte è più. eloquente della parola. Se dovessi consul­tare il mio genio, certo il venire a Milano sarebbe ora per me un gran piacele. Ma ho veduto con l'esperienza che gli atti coi quali ho recato maggior bene ai miei simili sono appunto quelli che mi costano maggiore abnegazione di me stesso. Figuratevi con che ripugnanza vado a mettermi sotto ai...3) Quanto la spedizione di Trento mi sorrideva
1) La spedizione nel Tirolo cominciata sotto buoni auspici con l'occupazione di Tione (10 aprile), seguita da quella di Male (14 aprile), col fatto glorioso d'armi del ponte della Sarca (14 aprile), che costrinse gli austriaci aritirarsi sopra Vizzano; l'appog­gio delle popolazioni che non nutrivano affetti per l'Austria, non ebbe infine quei risul­tati che si sperava: i 3000 nomini mandati nel Tirolo dal generale Allemandi, nomi­nato il 7 aprile Comandante in Capo dei Corpi volontari, rafforzati da 1500 volontari, che all'annunzio dell'avanzata di Meneghem nella valle di Sole, si apprestavano a partire dalla vai Camonica e dalla Valtellina, erano più che sufficienti per dare uno scacco alle forze austriache. La perdita di Toblino, causando discordie tra i capi (Manara,Arcioni,Longhena,AUemandi)scosseilnioraledeigregari,provocandounostato di indisciplinatezza che portò a un susseguirsi di insucccssi.che, con l'occupazione di Tione e di Condino da parte delle forze austriache, costrinse i volontari a ripiegare in disor­dine su Brescia tra il 16 e il 24 aprile, giorno in cui la disgraziata spedizione si concluse, a onore dei Corpi Franchi, col fatto d'arme della valle delLedro, in cui itedeschi furono battuti. Lo scioglimento dei Corpi Franchi, ordinato dal Governo Provvisorio di Milano, subito dopo la perdita di Tione e di Condino, atterrì i tirolesi, molti dei quali compro­messi per aver mantenuto fede alla parola data al Montanelli, di insorgere a favore della causa italiana, disertarono i paesi, mentre le popolazioni, abbassata le bandiera ita­liana, dovettero, giocoforza, fare atto di sottomissione all'Austria. Il Governo Prov­visorio di Milano nominava, il 25 aprile, per dirigere le operazioni del Tirolo, il generale napoletano D'Apice, in sostituzione dell'Allemandi, costretto a dimettersi per le discor­die con l'Arcioni, col Manara e con gli altri capi dell'esercito volontario e per il rifiuto da parte di Carlo Alberto, impegnato sul Mincio, di inviargli due battaglioni e alcuni pezzi di artiglieria per sostenere i volontari già impegnati contro gli austriaci. La fedeltà.. dei trentini alla causa italiana continuò però anche dopo l'insuccesso dei Corpi Franchi Deputazioni di Tione, di Condino, di Male, furono inviate ai Governi Provvisori di Brescia e di Milano èia Carlo Alberto per invocare un nuovo intervento militare, per cui sì deduce: che se l'azione non portò a quei risultati positivi che si ripromettevano i patriottì italiani l'adesione spirituale del Trentino alla causa Nazionale fu un successo incontestabile di quella propaganda iniziata dal Montanelli. fCfr. Atti dei Governi Prov­visori di Brescia e di Milano dal 15 al 25 aprile 1848).
2) Il Frasai, il Fantoni e il Moretti, si erano staccati dal Montanelli e dai fratelli Parrà, perseguire, probabilmente, la colonna MenegheUi nella marcia su Riva di Trento, come a deduce dalla lettera 15 dell'Epistolario (IV. dell"A.).
3) Il Montanelli allude ai governativi.