Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; MONTANELLI GIUSEPPE
anno <1937>   pagina <1330>
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1330 Ugo Mondello
molto meglio quantunque siamo al non plus ultra dei disagi militari. Figuratevi, il nostro accampamento e sulle coste di un padule, non vi sono che tre o quattro case; chi può trovare un poco di paglia da dormire in una stanza è felice. Gli accampamenti sono a cielo scoperto. Io stanotte ho trovato un posticino al coperto* spero che non mi mancherà mai, perchè come vi potete immaginare, se ho nemici, ho anche molti amici i quali per avermi tra loro si danno tutte le premure onde stia il meno male pos­sibile. Parlai con Castinelli *) dei fatti passati. Ho convenuto di un solo torto che è stato quello di lasciare la compagnia senza chiedere permesso, ma del resto gli ho mostrato che avevo agito come si doveva. Egli è tutto immateucciato 2) e per ora vedo che non ci possiamo intendere. Con Rinaldo 3) non ho ancora avuto il coraggio di entrare in discorso dei fatti miei. Vedo che parlando meco sente come un rimorso di non avermi forse difeso come doveva; e siccome so che è un angelo, gli ho voluto finora risparmiare un rimprovero, tanto più che è uno di quelli che danno davvero le più grandi prove di abnegazione.
Pietro ci ha raccontato il fatto di ieri. La nostra venuta fu di buon augurio, per­chè questo fatto fu il primo saluto dei nostri ai tedeschi, e mi fa piacere che cominciasse dai pisani. Pietro si trovò proprio nell'azione; io e Frassi avemmo la disgrazia di essere in una delle file della retroguardia. *)
Avete più veduto Mazzini? Procurate di vederlo e ditegli che da pertutto dove sono passato ho cercato di interrogare lo spirito dominate, e l'ho trovato contrario all'idea repubblicana. H partito per Carlo Alberto e per l'annessione della Lombardia al Piemonte è fortissimo. Ma quello che più mi addolora...5) Ma intanto vorrebbero
parte, come ufficiale di stato maggiore della brigata Bes ai fatti d'armi del '49. Fu inca­ricato dal re di Piemonte di missioni diplomatiche e nominato quindi Console Generale a San Francisco di California dove intraprese alcune speculazioni industriali. Ritor­nato in Italia nel 1864 fu, dal ministero Peruzzi (1865), nominato senatore e generale a titolo onorario ritirandosi però in Corsica dove si dedicò all'agricoltura. Amico del Montanelli e cugino della Laura Parrà, si guastò con loro per gli atteggiamenti assunti sul principio della campagna del'48, ma soprattutto per avere assunto la repres­sione dei moti livornesi (Cfr. PERA, Biografie Livornesi; MOKDINI, in Dizionario Storico del Risorgimento Italiano'* U. MONDELLO, op. cit.; Carteggio Cipriani-Parra, in Archivio Storicofìibl. Italiano).
i) Si riferisce a Ridolfo Castinelli, valente ingegnere idraulico, volontario nella campagna del '48, dove assunse il grado di Ispettore del Genio- Militare. Fu, dopo i fatti d'arme di Curtatone, decorato dell'ordine militare di S. Giuseppe, a cui il Monta­nelli accenna nella sua lettera.
2) Il Castinelli, il Cipriaui, il Matteucci e il Borghini, ebbero fra loro strettissimi rapporti durante la presa di possesso della Lunigiana di Cui il Matteucci fu Alto Commiis-* sario del Granduca e il Borghini suo segretario. A questo periodo risalgono i primi dis­sidi che essi ebbero col Montanelli. (N. delVA.).
3) Rinaldo Ruschi, di famiglia patrizia pisana, fu legato al Montanelli da una stretta amicizia per avere collaborato con Ini alla diffusione della stampa clandestina in Toscana, ma l'atteggiamento assunto durante la campagna del '48, lo allontanò dal Montanelli. (Su Ruschi vedi: U. MONDELLO, Contributo alla storia della stampa nel Risorgimento* op. cit. e A. D'ANCONA, Rinaldo Ruschi, Pisa, Nistri, 1892).
*) Si riferisce all'azione del 1 maggio, ricordata nella lettera di pari data, 19" dell'Epistolario. (Vedi nota S).
5) Il Montanelli non esprime il SDO pensiero su ciò ohe lo addolora. Non è certo l'annessione della Lombardia al Piemonte: il Montanelli ha soprattutto il desiderio