Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; MONTANELLI GIUSEPPE
anno <1937>   pagina <1331>
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Epistolario di Giuseppe Montanelli, ecc. 1331
spingere i repubblicani a fare qualche dimostrazione intempestiva, come è seguito a Modena dove contro Nicola Fabrizi che voleva proclamare la repubblica è seguita una gran reazione popolare.x) Non vi scrivo di più, perchè non vi potete immaginare che cosa è scrivere questa lettera. Siamo costretti ad accattare il calamaio di qua e di là.
Lettera XXI.
E la terza che egli scrive da Cintatone e nella quale dà ragguagli sulla vita del campo, non risparmiando critiche al generale Ferrari e al Governo che non si mostra molto favorevole nei riguardi del batta­glione della Guardia Universitaria.
Campo di Curtatone, 3 maggio.
Spero che avrete ricevuto diverse lettere che già vi ho scritto dal campo. Seguito a star bene. Questa vita è molto noiosa. Essere indotto a vegetare senza nessuna appli­cazione di spirito è per me il sacrificio più grande. chi sa ancora per quanti giorni dovrà durare. Stanotte aspettavamo di essere assaliti. Hopassato la notte in una capanna insieme alla .compagnia dei bersaglieri capitanata da Malenchini.2) Dovevamo al primo attacco occupare il posto più importante de l'avanguardia, e sostenerli fino all'ultimo, ostinatamente. È stata per me una notte delle più poetiche della mia vita. Tutti dormi­vano, io vegliavo in un cantuccio della capanna. Una candela nel mezzo gettava un poco lume su tutte quelle facce, e le baionette dei fucili sparsi qua e là, luccicavano. Vi erano usignoli che cantavano meravigliosamente: il contrasto di quel canto coi gridi delle sentinelle e con l'aspettazione di una scena di guerra, non vi so dire che effetto mi faceva sul cuore. All'alba fu suonato il tamburo, siamo stati per qualche tempo sull'arme; poi sono andato in una casa a riposare, e ho dormito veramente bene.
Qui fanno di tutto perchè il malcontento arrivi al punto da non potersi più sop­portare. Credo che un Campo cosi sprovveduto come questo non sia mai esistito. Spe­cialmente quando piove, questi poveri nostri volontari costretti a dormire sul terreno fradicio fanno pietà, E un miracolo se non sono già tutti allo spedale. Il generale
dell'Unità Nazionale e rifugge da ogni atto partigiano, sia con l'azione, sia col pensiero. È contrario anzi, come lo dimostra nel paragrafo che segue, a qualunque dimostrazione che per il trionfo dell'idea Repubblicana avesse comunque potuto turbare l'Unità di intenti, ma quello che più mi addolora non sono gli avvenimenti politici che lo tur­bano ma il successo di persone e di gruppi a lui non troppo simpatici, quali il Matteucci ed altri della destra liberale. (N. delVA.).
J) Nicola Fabrizi (n. a Modena 1810, m. a Roma 1855) apprese a Malta, dove era profugo, gli avvenimenti d'Italia. Lasciata l'isola andò prima in Lombardia e nella seconda quindicina di maggio a Modena dove tentò un movimento repubblicano, ma al suo piano ai oppose il Governo Provvisorio che con Parma già propendeva per l'an­nessione al Piemonte (Cfr. Giornale Italia Centrale, Modena, maggio, 1848).
2) Vincenzo Malenchini (n. a Livorno 1*8 agosto 1813, m. a CoUcsalvctti 1881), appartenente in imprimo tempo alla sinistra liberale (Guerrazzi-Montanelli), si accostò più tardi ai moderati liberali partecipando col Peruzzi e col Danzini al Governo Prov­visorio Toscano del 1869. Nella guerra del '48 prese parto all'azione di Curtatone e Montanara con una compagnia di bersaglieri composta quasi tutta di livornesi e che risultò fra i migliori reparti dei Corpi volontari (Cfr. F. PERA, Nuove Biografie Livornesi* Giusti 1895).