Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; MONTANELLI GIUSEPPE
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1937
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Vgo Mondello
Ferrari è un uomo nullo. ') Laugicr *) ispira più confidenza di lui. Il battaglione Universitario lo tengono a Bozzolo dove sta molto bene. Arrivano però continuamente lettere del Governo contro i Professori.3) I giovani fremono di esser tenu ti lontani
!) Si riferisce al generale Conte Ulisse d'Arco Ferrari, comandante supremo del Corpo d'Armata toscano, che il 27 maggio, a seguito di attacchi rivoltigli dalla stampa e dai capi dei Corpi volontari, che lo qualificavano di inettitudine e di incapacità, dovè cedere, per disposizione del ministro Don Neri Corsini, il comando dell'Armata al generale De Laugicr, designato al comando dalla maggioranza delle milizie. (iV. dell'A.)
2) Cesare De Laugicr (n. a Portoferraio, 5 ottobre 1789, ni. a Firenze, 25 maggio 1871), dopo aver militato nell'esercito napoleonico entrò in quello toscano raggiungendo dopo la campagna del '48 il grado di comandante supremo delle milizie granducali. Coltissimo nelle discipline militari il suo nome rimase per qualche anno obliato per la fedeltà che egli conservò al Granduca durante gli avvenimenti del '59 (Cfr. DE LAUGEER, in Dizionario Storico del Risorgimento Italiano).
3) Il Governo Toscano, fino dai primi giorni dell'intervento, si mostrò contrario al battaglione Universitario detto più esattamente Battaglione della Guardia Universitaria comandato dal prof. T. 0. Mossotti, che assunse il grado di maggiore. H primo atto di tale contrarietà, derivata probabilmente dalle non poche rimostranze fatte al Governo da alcune famiglie di studenti come si rileva da un paragrafo della lettera Ridolfi a De Laugicr del 18 aprile, di cui si parla nel seguito di questa nota e che dice: a Queste condizioni saranno da Lei assunte rispetto a qualunque dei componenti il Battaglione Universitario, poiché il Governo non può a meno di farsi custode dei diritti imprenscindibili dei genitori sui figli, ecc. , fu l'ordine dato il 4 aprile al comando delle truppe occupanti il Carrarese di richiamare da Pontremoli il Battaglione in procinto di partire per il Campo Lombardo, ordinandone lo scioglimento. Quest'ordine procurò un senso di irritazione nella studentesca che votò ad unanimità di opporsi allo scioglimento del loro Battaglione e all'ingiunzione di tornare indietro. Gli studenti minacciarono senz'altro di proclamare la Repubblica, pronunciamento che fu evitato per l'intervento del Commissario Matteucci e del Comandante le truppe della Luni-giana, maggiore Baldini, che in un loro ordine del giorno del 56 aprile riconoscevano legalmente la formazione universitaria e ne ordinavano la partenza per la Lombardia.
Ma pochi giorni dopo che il Battaglione era a Bozzolo, il colonnello De Laugicr, obbedendo ad un ordine del ministro degli interni (marchese Ridolfi) intimava, il 19 aprile, al maggiore Mossotti, lo scioglimento del Battaglione, il ritorno dei professori alle loro sedi o l'arruolamento volontario in un corpo a parte dei soli studenti che presentassero l'autorizzazione scritta dei loro genitori e che si sottomettessero alla disciplina dell'autorità militare. La stessa intimazione veniva trasmessa dal ministro degli Interni al maggiore Mossotti, che in un suo ordine del giorno la comunicava agli studenti (Reggio, 19 aprile). Gli studenti, male accettando l'ordine del giorno, si diressero incolonnati alla casa dove alloggiava il De Laugier, facendo una dimostrazione ostile, dichiarando in pari tempo di arruolarsi in massa come militi volontari* I professori diressero invece una lettera al Governo insistendo sulle ragioni che loro imponevano di non abbandonare il Battaglione qualunque potesse essere il loro sacrificio. Fu quindi affissa e divulgata dai giornali la seguente protesta inviata al Governo Toscano: II Battaglione Universitario protesta energicamente contro ai reiterati ordini di un Governo Italiano che intima di indietreggiare ad un corpo costituito per la difesa dell'Indipendenza, che ripone il dovere di cittadino al di sopra di ogni altro dovere; che ha mostrato e meglio mostrerà in circostanze più ardue: il richiamarlo alla calma degli studi, mentre si combatte la santa guerra da tre secoli sospirata, è un largii insulto. Dichiara egli dunque che malgrado tutti gli ordini passati e futuri ha deciso