Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; MONTANELLI GIUSEPPE
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1937
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pagina
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1333
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Epistolario 6 Giuseppe Montanelli, ecc. 1333
dall azione. Arrivò ieri l'altro qui al nostro campo una compagnia di giovani lucchesi messa benissimo. *)
Lettera XXII.
Anche questa, come la precedente, lettera descrittiva degli episodi di guerra e della vita al campo con punti di critica alle truppe dell'esercito regolare e all'organizzazione del generale Ferrari che il Montanelli giudica inferiore al compito affidatogli. Ma pure attraverso le manchevolezze del campo toscano egli trova che in confronto all'organizzazione dei Corpi Franchi dell'Arcioni e del Manara quella toscana è sempre migliore. Il Montanelli non mette in buona luce i professori del battaglione Universitario lontani da l'odore della polvere .
Dal Campo di Curtatone 3 maggio.
Sono diversi giorni che non ricevo vostre lettere. Potete dirigerle al Campo Toscano Quartier Generale Castellucchio. Io grazie a Dio sto bene e spero che questa vita strapazzata mi fortifichi molto. Non penso di partire per ora da questo Campo. H blocco non è più semplicemente passivo e ogni giorno succedono degli scontri. Ieri il nostro Campo pisano-livornese ebbe due fatti. Nel primo ci attaccarono verso un piccolo paese detto Gli Angioli. E si crede che qualche tedesco rimanesse morto. Nessuno dei nostri soffrì. Io era accanto a Cecchino Carega 2) e una palla di cannone ci passò vicino vicino. Nel secondo fatto fummo attaccati dai tedeschi che si inoltrarono fino ai nostri posti avanzati con due pezzi di artiglieria. Avemmo la vergogna che la sentinella abbandonò il posto. Io che ero coi bersaglieri alla prima fila nel vedere quei bianchini vilissimi3) fuggire per i campi provai tal furore che mi sentivo spinto a
di avanzare e di non rimettere piò piede in Toscana finché un austriaco respiri l'aure
Lombarde .
La protesta fu firmata da Vincenzo Passerini, Lorenzo Faluci, Cesare Fabbrucci delegati dalla massa studentesca. In attesa di disposizioni il Battaglione rimase fermo a Reggio dove ebbe le più festose accoglienze da quella popolazione che, attraverso la parola del dott. Chiesi, si disse lieta di ospitarlo. Nonostante che i professori ricevessero continue ingiunzioni per far ritorno alla loro sede, il Battaglione rimase intatto nella sua formazione, finché il 29 aprile fu riconosciuto legalmente dal Comandante Supremo delle Forze Toscane, generale Ulisse D'Arco Ferrari che, dopo averlo passato in rivista, lo elesse a sua Guardia d'Onore. Il prof. Mosso iti fu nominato senatore con decreto del 13 maggio 1848 (Cfr. Ordine del giorno Matteucci-B aldini del 5 aprile 1848 Lettera del Ministro degli Interni, Ridolfi, al colonnello De Laugier del 18 aprile 1848 Ordine del giorno del Battaglione Universitario, Reggio, 22 aprile 1848. NERUCCI, Ricordi Storici del Battaglione Universitario, pp. 173 e 186; GIORCETTI, Le Armi Toscane e le occupazioni Straniere in Toscana, voi. IV, pp. 43 e segg.).
1) Si riferisce al Battaglione Lucchese comandato dal maggiore Rossi (Cfr. Mi scellanea del Risorgimento, Mss. Archivio Mondello).
2) Francesco Carega, (n. 19 marzo 1831 a Livorno, m. a Roma 6 luglio 1905), combattè a Curtatone, fu comandante dalla Guardia Nazionale di Livorno e nel 1859 Commissario del Governo Provvisorio per le provinole di Pisa e Livorno. Scrisse anche alcune no-veDc e ricordi di ambiente toscano. (Cfr. PERA, Biografie Livornesi, serie 8: H,Siena, 1906).
3) Nomignolo come detto a nota 1 a pag. 1319.