Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; MONTANELLI GIUSEPPE
anno <1937>   pagina <1334>
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1334 Ugo Mondello
scaricare il fucile contro di loro. La nostra artiglieria lavorò divinamente ed obbligò il nemico a ritirarsi. Al campo vicino composto di livornesi e napoletani i tedeschi ai avanzarono con un tradimento, gridando: Viva Pio IX e dicendo te Siamo fratelli , I napoletani si lasciarono ingannare, e ci furono dalla parte nostra alcuni morti e feriti.
Stanotte aspettavamo un attacco generale del Campo. Abbiamo passata una notte sui campi e sotto una pioggia dirotta. Quel che mi da più noia di tutto eia pioggia. Ma sento che a poco a poco mi abituerò anche a questa. I soldati (specialmente i civici) sono animati dal migliore spirito ma tutti si lamentano della cattiva direzione, e giustamente. H colonnello Laugier mostra molta attività ma il generale Ferrari è una nullità completa. *) Mancano le cose più necessarie e si vede chiaro che il Governo vorrebbe disgustare tutti perchè il Campo si sciogliesse. Ma resteremo fino all'ultimo a qualunque costo. Pietro è tornato da Parma. Mi dispiace molto che Gigi abbia prefe­rito la compagnia dei Lombardi alla nostra.2) Credetemi che per quanto la direzione ancor qui sia incompleta, fra il nostro campo e quei Corpi Franchi dell'Arcioni, del Man ara non vi è paragone. Là mancava tutto, qui vi è almeno qualche cosa. Gli scolari son tenuti fermi a Bozzolo e fremono. Dei professori che son là, nessuno si è veduto, e potrebbero venir benissimo a sentire un po' di odore di polvere.s)
Pregate per noi. Addio.
1) Il Montanelli ripete in questa il giudizio espresso nella sua del 3 intorno alle qualità militari e organizzative del generale D'Arco Ferrari. È opportuno richiamare a tal proposito la difesa che del Ferrari fa il colonnello Giacinto Meloni, comandante il H Reggimento di linea, come si rileva da una sua lettera indirizzata a L'Italia di Pisa in data 8 maggio dalle Grazie di Curtatone e scritta in seguito ad una notizia non esatta inviata da Curtatone il giorno Ile pubblicata da alcuni giornali toscani, e cioè la nomina del De Laugier al comando del Corpo d'Armata Toscana. Il Metani, dopo aver smentito la voce che circolava, asserisce che le pretese dimissioni del generale Ferrari se erano desiderate dagli indisciplinati, tali non erano nelle milizie che amavano il loro superiore . Il Mela ni dichiara infine, a nome di tutto il reggimento che il Fer­rari è stimato per le sue qualità militari e per il suo ardimento . Primo a qualunque attacco del nemico ha col proprio esempio eccitato il coraggio di tutti . Dai ricordi -verbali del Melani si rileva che l'accusa mossa al Ferrari trovava la vera origine nella fermezza che egli aveva nel volere una rigida disciplina, per nulla desiderata dai gre­gari dei Corpi volontari che, secondo il Melani, erano in disciplina lassimi , e dove ognuno voleva erigersi a capo . II malumore che serpeggiava nel campo Toscano era dovuto soprattutto a intrighi di ambiziosi e al dissidio sorto tra il Landucci (m. in combattimento il 12 maggio) e il Giovannetti, Comandante il I reggimento di linea, in cui erano inquadrati i Battaglioni volontari, al cui comando era stato desegnato il mag­giore Landucci, aiutante di campo del Melani. La fazione De Laugicr-Giovan netti, che godeva le simpatie dei Corpi volontari, ebbe il sopravvento col richiamo, intorno alla fine del mese, del Ferrari e con la nomina del De Laugier (vedi nota 3 a pag. 1337). Il Montanelli, da quanto si può dedurre dalle frasi di questa e di altre lettere era fra i partigiani del De Laugier (Cfr. Lettera del colonnello Giacinto Melani, in giornale L'Italia. n. 91, 23 marzo 1848, p. 375. - Wicrdi verbali dal generale Melani. Mss. in Archivio Mondello. GIOHGETTI, op, cit.f p. 43 e scg.).
2) È11 conte Luigi Fan toni che, col Frasai, lasciava il campo toscano per ritor­nare in Lombardia.
3) Il Battaglione Universitario, fu tenuto fermo a Bozzolo inquadrato nella colonna Giovannetti, prima, e in quella Melani poi. (Cfr. Ricordi verbali del generale Metani, Mss. Archivio Mondello).