Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; MONTANELLI GIUSEPPE
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1937
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1336
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1336 Ugo Mondello
i fatti d'arme di due giorni fu dei quali già vi reei conto nella mia ultima lettera non e succeduto più nulla; ma la sospensione dell'animo è continua, poiché si dice che ì tedeschi vogliono dare un'attacco generale al nostro campo. Da ieri sera a stamani abbiamo avuto tre all'armi che ci hanno fatto stare sull'arme con un tempo orribile e in mezzo alla mota. Si sente in questi momenti come Dio è buono e come soccorre all'insuffienza delle nostre forze. Quando penso che stanotte alle tre ero esposto al vento e all'acqua in un clima umidissimo e mi sento ora così bene, non posso far altro che alzare gli occhi al Cielo e dire Dio mio vi ringrazio 1 .
Oggi è domenica. Che bella cosa, cara Lauretta, la messa sul campo. Un'altare artificiale era innalzato in mezzo al campo in un luogo elevatissimo; la banda suonava, tatti eravamo sull'armi. In molti volti si vedeva la devozione più sincera.
Io mi trattengo qui e sento che non potrei muovermi, senza mancare a me stesso. Siamo trattati orribilmente; si fa di tutto perchè nasca la dissoluzione per dire poi vedete che cos'è l'entusiasmo dei nostri ragazzoni. *)' Ma spero che i nostri migliori reggeranno fino all'ultimo. Siamo un'avanguardia, siamo al punto forse più rischioso di tutta l'armata liberatrice e non abbandoneremo il nostro posto. Vi è un gran malcontento contro il generale Ferrari, il Matteucci e compagni. Se io fossi un ambizioso avrei potuto vendicarmi e mettermi alla testa di un movimento di reazione. I più bravi del campo mi avevano proposto dì mettermi alla loro testa e di fare una insurrezione militare. Non ho accettato perchè non saprei dirigere un movimento di insurrezione se non che per proclamare la repubblica, e questa sarebbe una pazzia.2) Né per mutare semplicemente un ministero toscano, né per darci a Carlo Alberto mi sento l'uomo che ci vorrebbe. La -mia linea d'azione ora è questa dare l'esempio del sacrifizio - correre sempre dove è il maggiore pericolo nutrire la speranza di un ordine migliore di cose smascherare la impostura.
Sapete le notizie di Roma ? Non so ancóra come il moto popolare sia finito e sto in una grande ansietà.
Goito, 10 maggio.
Dalla vostra ultima lettera sento che non ricevete lettere mie. Io vi ho scritto' sempre almeno un giorno si e un giorno no. Non tengo per certo che nostre lettere sieno
fl Nel campo di Curtatone serpeggiò fino dal primo momento un profondo dissidio fra i capi dell'esercito regolare e i battaglioni volontari delle diverse formazioni toscane. Quest'ultime, formate da elementi di per se stessi ribelli ad ogni forma di disciplina e in maggioranza contrari, per principi politici, ad una forma di Governo monarchico, e, in particolare, al Governo di Leopoldo II, furono, in alcuni momenti a causa della loro indisciplinatezza, più di inciampo che di utilità alle operazioni militari. Questo stato di indisciplina, manifestato pubblicamente dal Melani, si rivelò maggiormente quando i primi attacchi degli austriaci misero alla prova del fuoco l'esercito toscano. Alcune compagnie di volontari, senza avere ricevuto alcun ordine, superarono i limici assegnati alle avanguardie, dandosi cosi in sacrificio al nemico, mentre altri usarono ogni arte per non esporsi al pericolo. (Cfr. IL MONDELLO La sìudenseCà leggendaria e T. Tali, Milano, 1.932. Ricordi verbali del generale Melania Mas. flit.).
s) In questo paragrafo della lettera, il Montanelli ci fa conoscere che il dissidio che serpeggiavo nel campo Toscano fu cosi profondo fino al punto di un pronunciamento delle.forze volontarie contro quelle regolari, facendone ricadere la responsabilità al generale Arco Ferrari ed a! MatteuccL II Montanelli, in questo suo giudizio, è un po' trascinato dalla passione di parte. (iV. dell'A.).